Il Fondo monetario internazionale (FMI) rivede al rialzo le stime sul PIL italiano

Il Fondo monetario internazionale (FMI) rivede al rialzo le stime sul PIL italiano
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Previsioni incoraggianti dal Fondo monetario internazionale. Le stime del FMI sulla crescita del nostro Paese risultano migliori di quelle annunciate quest’autunno dalla stessa organizzazione, anche se lascia in eredità al nuovo governo che sarà votato il 4 marzo uno scenario in leggero rallentamento.

Il FMI ha aggiornato il suo World Economic Outlook, documento con le stime mondiali, in occasione del Forum di Davos e ha fissato per l’Italia un Pil a +1,6% nel 2017, +1,4% quest’anno e +1,1% il prossimo. In relazione al WEO di ottobre, il nostro Paese ha aumentato rispettivamente di 0,3 e 0,2 punti percentuali la crescita stimata per il 2018 e il 2019.

Nel Report rilasciato dal FMI si legge che “l’attività economica globale continua a consolidarsi“. A livello globale, il Fondo stima che nel 2017 siamo cresciuti del 3,7%, lo 0,1 in più delle ultime previsioni, con una base di crescita diffusa e rilevanti sorprese positive da Europa e Asia. Su questa falsariga, per quest’anno gli economisti di Washington hanno alzato la stima di 0,2 punti al +3,9%. “La revisione riflette il miglioramento della spinta globale e l’impatto atteso dalle recenti riforme fiscali approvate negli Usa”.

Come di norma, il Fondo fa un richiamo alla politica, in modo particolare per l’Italia che è nel pieno della campagna elettorale, dicendo che questa fase congiunturale estremamente positiva è una “opportunità ideale” per fare le riforme e che in una cornice di ottimismo dei mercati, assicurare la stabilità delle finanze pubbliche è un “imperativo“. Proprio le elezioni nostrane sono citate, insieme a quelle di Brasile, Colombia e Messico, come fattori politici che potrebbero generare un cambio dell’agenda economica.

L’economia mondiale “sta prendendo velocità” ma “i legislatori e i leader politici devono essere consapevoli del fatto che questo slancio riflette una serie di fattori che difficilmente durerà per molto“, la sintesi data da Maurice Obstfeld, consigliere economico e direttore della ricerca del Fmi. “Siamo piuttosto ottimisti per le prospettive di breve termine, ma il medio termine ci dà qualche preoccupazione“, gli ha fatto eco la direttrice Christine Lagarde, secondo la quale “il compiacersi è uno dei rischi contro cui dobbiamo lottare” perchè “ci sentiamo incoraggiati ma non soddisfatti” dalla ripresa: “Ci sono ancora tante persone escluse della ripresa, un quinto dei paesi emergenti e in via di sviluppo ha visto il suo Pil pro capite calare nel 2017“.

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