Devo trasferire un dipendente all’estero. Richiedo l’autorizzazione all’Ispettorato territorialmente competente o a quello regionale?

Devo trasferire un dipendente all’estero. Richiedo l’autorizzazione all’Ispettorato territorialmente competente o a quello regionale?
image_pdfimage_print

Dal 24 settembre 2015 non è più richiesta l’autorizzazione preventiva ministeriale per l’impiego all’estero di personale da parte delle aziende (Decreto Legislativo n.151/2015).

A fronte di ciò, il contratto di lavoro dei lavoratori italiani da impiegare o da trasferire all’estero deve prevedere:

  • Un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello previsto dal CCNL per la categoria di appartenenza del lavoratore.

                – Deve essere specificata, separatamente, l’entità delle prestazioni, in denaro o in natura, connesse con                       lo svolgimento all’estero del rapporto di lavoro.

  • La possibilità per il lavoratore di ottenere il trasferimento in Italia della quota di valuta trasferibile delle retribuzioni corrisposte all’estero
  • Un’assicurazione per ogni viaggio di andata nel luogo di destinazione e di rientro dal luogo stesso, per i casi di morte o di invalidità permanente
  • Il tipo di sistemazione logistica

         – le misure idonee in materia di sicurezza.

Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 460 posts

Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Sono nel periodo di maternità facoltativa (ho partorito 6 mesi fa), per dimettermi devo fare le dimissioni telematiche?

Non è necessario. Per dare le dimissioni deve andare presso l’Ispettorato del Lavoro e convalidarle dinanzi ai funzionari preposti.

Il limite massimo di contratti a tempo determinato che posso stipulare è sempre il 20% dei tempi indeterminati presenti in azienda?

Sì, sempreché l’azienda non applichi un contratto collettivo che disciplini il limite massimo dei contratti a termine. In questo caso, si applica detto limite e non quello previsto dalla legge

Con l’approssimarsi del 1° gennaio 2016, vorrei verificare le tipologie di lavoro alternative al contratto a progetto. E’ possibile far prendere la partita iva a questi soggetti ?

Di massima, è possibile l’utilizzo di un collaboratore con partita IVA. La cosa che, comunque, deve essere verificata è l’attività in concreto che il collaboratore andrà a svolgere per l’azienda

1 Commento

  1. Barbara
    gennaio 12, 09:52 Reply

    Salve dott. Camera, ho un quesito da porle.
    Ho un contratto di lavoro a tempo determinato per sostituzione maternità con scadenza il 31 marzo 2018.
    Nel caso in cui la collega decida di non rientrare a lavoro per quella data (gravidanza facoltativa, ferie..) e il mio datore di lavoro decida di prolungarmi il contratto, posso rifiutare e per non questo rinunciare alla disoccupazione.
    Grazie mille per la risposta.

Lascia un commento