In vigore l’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile, pesanti le sanzioni

assunzione di un lavoratore disabileCon la Legge di Bilancio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile per le aziende con più di 15 e fino a 35 dipendenti. Dal 1° gennaio, dunque, entra in vigore la quota di riserva, pari ad un dipendente disabile assunto per questa categoria di imprese, anche in assenza di nuove assunzioni, vincolo che è rimasto operativo fino al 31 dicembre 2017.

Il termine ultimo per l’assunzione di un lavoratore disabile obbligatorio è entro il 60 esimo giorno dall’entrata in vigore, quindi entro il 2 marzo. L’assolvimento dell’obbligo di assunzione proviene dalle nuove regole del Jobs Act, in essere dal 1° gennaio 2017, e prorogato anche per quest’anno. La sanzione pecuniaria per l’inosservanza è pesante e determina un pagamento di 153,20 euro al giorno. Entro fine mese, inoltre, va presentato il prospetto annuale dei disabili per l’anno 2017.

Il Jobs Act fa riferimento al “collocamento obbligatorio” nell’ottica di misure a favore di un inserimento nel mondo del lavoro di persone che sono affette da disabilità e invalidità che ne attestino la ridotta capacità lavorativa.

Per chi scatta l’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile

Dall’entrata in vigore della nuova normativa i lavoratori disabili da assumere obbligatoriamente sono quelli appartenenti alle categorie che seguono:

  • Invalidi civili con percentuale di invalidità tra il 46 ed il 100%;
  • Invalidi del lavoro con percentuale superiore al 33%;
  • Invalidi per servizio;
  • Invalidi di guerra e civili di guerra con minorazioni dalla prima all’ottava categoria;
  • Non vedenti e sordomuti;
  • Categorie protette: profughi italiani, orfani e vedove/i di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio ed equiparati, per cui anche vedove/i, orfani, coniugi e figli di grandi invalidi del lavoro dichiarati incollocabili, dei grandi invalidi per servizio o di guerra con pensione di prima categoria, vittime del dovere, terrorismo e criminalità organizzata.

Numero di assunti per azienda

La quota di dipendenti disabili che un’azienda è obbligata ad assumere varia in base al numero di dipendenti assunti e dalla quota di disabili presenti già nella realtà aziendale:

  • Aziende che assumono dai 15 ai 35 dipendenti: hanno l’obbligo di assumere n. 1 disabile;
  • Aziende dai 36 ai 50 dipendenti: hanno l’obbligo assunzione di n. 2 disabili;
  • Aziende con oltre 50 dipendenti: hanno l’obbligo di riservare il 7% dei posti disponibili a favore dei disabili più l’1% a favore dei familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

Il datore di lavoro è tenuto a presentare la richiesta di assunzione entro al massimo 60 giorni dal momento in cui scatta l’obbligo assunzione.

Il calcolo della quota disabili o invalidi con obbligo di assunzione

L’azienda per poter calcolare la quota obbligatoria deve prima effettuare un conteggio dei dipendenti e di tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Al fine di calcolare la quota invalidi, per fissare il numero dei dipendenti assunti l’azienda deve tenere conto dei seguenti lavoratori:

  • Dipendenti assunti a tempo determinato con durata inferiore a 6 mesi;
  • Disabili;
  • Soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • Dirigenti;
  • Personale assunto con contratto di inserimento o di somministrazione presso l’utilizzatore, ad esclusione di quanto disposto dall’articolo 34, comma 3 del Decreto Jobs Act 81/2015;
  • Lavoratori che svolgono l’attività all’estero;
  • Lavoratori socialmente utili;
  • Lavoratori a domicilio;
  • Lavoratori aderenti al programma di emersione;
  • Apprendisti;
  • Apprendistato con contratto formazione-lavoro e di reinserimento.

Sospensione o esonero parziale dell’obbligo

L’obbligo di assumere lavoratori disabili è sospeso temporaneamente nei confronti delle aziende che si trovano in una delle seguenti situazioni:

  • in ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale con intervento straordinario di integrazione salariale (CIGS);
  • in situazione dichiarata di fallimento, in liquidazione;
  • che stipulano contratti di solidarietà;
  • accordi di incentivo all’esodo ai sensi dell’art. 4, commi 1-7 della legge 92/2012 (c.d. procedura di «prepensionamento Fornero»)

Possono usufruire dell’esonero parziale le aziende che versano in speciali condizioni di attività lavorativa. Vale a dire, possono essere esentate dall’occupare l’intera percentuale (quota di riserva), a fronte dell’esibizione di una specifica richiesta (per essere autorizzate). Questa, in particolare, può essere concessa in presenza di attività produttive con le seguenti particolarità:

  • faticosità della prestazione lavorativa;
  • pericolosità intrinseca al tipo di attività;
  • caratteristica prassi di svolgimento dell’attività lavorativa.

L’esonero ha un “costo” per l’azienda pari ad un contributo di euro 30,64 per ogni giorno lavorativo e per ciascun lavoratore disabile non assunto. Viene concesso per un periodo massimo di 12 mesi con scadenza al 31 dicembre di ogni anno, eventualmente prorogabile.

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