Indennità risarcitoria per licenziamento disciplinare contestato tardivamente [Cassazione]

image_pdfimage_print

cassazioneCon sentenza n. 30985 del 27 dicembre 2017, le Sezioni Unite della Cassazione hanno affrontato la questione delle conseguenze legate alla illegittimità di un licenziamento disciplinare contestato ad oltre due anni da quando si erano svolti i fatti.

La decisione è intervenuta interpretando l’art. 18 della legge n. 300/1970.

Secondo le Sezioni Unite, la lettura dell’art. 18 non prevede mai la contestazione tardiva tra i vizi che portano alla reintegra nel posto di lavoro sia con riguardo al comma 1 (reintegra oltre al risarcimento non quantificato) che al comma 4 (reintegra oltre ad un risarcimento con un massimo di 12 mensilità).

Il fatto contestato in forte ritardo risulta, comunque, commesso e deve essere considerato, con la conseguenza che deve trovare applicazione una tutela indennitaria. Essa può essere, secondo il dettato normativo, più pesante, essendo compresa tra 12 e 24 mensilità, o più lieve, ove la stessa va da 6 a 12 mensilità.

La Corte afferma che l’indennità “attenuata” trova applicazione nelle violazioni meramente procedurali, cosa che non può ritenersi avvenuta nel caso di specie che consiste nella tardività della contestazione: di conseguenza, occorre riferirsi all’indennità risarcitoria compresa tra 12 e24 mensilità, atteso che occorre garantire al lavoratore, attraverso il rispetto della tempestività della contestazione, una difesa effettiva.

Sull' autore

in collaborazione con dottrinalavoro.it
in collaborazione con dottrinalavoro.it 287 posts

www.dottrinalavoro.it è un sito privato di informazione sulle novità in materia di lavoro diretto dal dott. Eufranio Massi e curato dal dott. Roberto Camera.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Superamento del periodo di comporto e licenziamento [Cassazione]

Con ordinanza n. 19927 del 27 luglio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che nel computo del comporto vanno calcolate soltanto le assenze per malattia. È, quindi, illegittimo il licenziamento avvenuto sommando, ai

Cassazione: utilizzo dell’auto propria ed infortunio “in itinere”

La  Cassazione, con sentenza n. 22154 del20 ottobre 2014, ha affermato che non può essere considerato infortunio “in itinere”, e come tale risarcito, l’infortunio occorso ad un lavoratore mentre utilizzava la propria vettura non considerata necessaria.

Min.Lavoro: Garanzia Giovani – il 1° maggio parte il Piano Nazionale

Parte il 1° maggio il Piano Nazionale per offrire ai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, disoccupati o Neet (né occupati, né studenti, né coinvolti

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento