Il Governo: “l’Ape social entro l’inizio del nuovo anno”

ApeIl Governo si è impegnato a liquidare la prima parte dell’Ape social entro l’inizio del nuovo anno. Per dicembre, promette il consigliere economico di palazzo Chigi, Marco Leonardi, a margine di un seminario alla Cisl, “saranno pagate due terzi delle domande di Ape social fatte entro metà luglio”. Il consigliere Leonardi dichiara anche che la parte volontaria, l’anticipo pensionistico volontario, “dovrebbe partire a inizio anno, a gennaio: in settimana firmiamo gli ultimi accordi” con le banche. Intento fortemente condiviso anche dall’Istituto Previdenziale che si è impegnato a far arrivare i primi pagamenti prima delle festività Natalizie, precisamente il 22 dicembre.

Dalla squadra economica dell’esecutivo, dal seminario del sindacato Stefano Patriarca ha precisato che “i provvedimenti assunti dal Governo con le manovre degli ultimi due anni permetteranno a 53 mila persone di avere una pensione o un’indennità anticipate dai 5 mesi ai 3 anni“. Questi sono i risultati previsti dei provvedimenti su usuranti, gravosi, precoci, cumulo e Ape social. Gli ‘sconti’ interessano, “il 20% della platea prevista per il 2019”: senza le agevolazioni le uscite sarebbero state 276 mila.

Previsioni dell’Ape nel nuovo anno

Nel corso dell’incontro, l’economista ha reso noto che per quanto riguarda l’Ape social su 34.500 domande programmate il 64%, pari a 22.000, sono accoglibili. Per quanto riguarda le agevolazioni per i ‘precoci’ su una previsione di 20mila saranno accoglibili 16.400 pari all’82%. In totale, per il 2017 fra Ape social e ‘precoci’ le agevolazioni riguardano una platea di 38.400.

E parlando del prossimo anno, Patriarca ha evidenziato come grazie all’accordo con i sindacati, la legge di bilancio comporterà benefici per altri 50mila lavoratori contro i 31 previsti inizialmente. Più dettagliatamente l’Ape social programmata per 16.000 persone viene estesa ad altre 13.400 per un totale di 29.400 lavoratori. Per i lavoratori cosiddetti ‘ precoci’ i benefici riguardavano inizialmente 15.000 persone ma grazie all’emendamento alla legge di bilancio che ha esteso ad altri 6.400, i benefici per i ‘precoci’ arrivano a una platea di 21.400 dipendenti.

Fonte: La Repubblica

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