Un’azienda, che applica il CCNL Alimentari , può non definire l’orario di un dipendente da assumere part-time?

Un’azienda, che applica il CCNL Alimentari , può non definire l’orario di un dipendente da assumere part-time?

Di default il part-time deve prevedere la collocazione temporale delle ore che verranno, giornalmente, effettuate dal lavoratore. Vedasi l’articolo 5, comma 2, DLvo 81/2015: “Nel contratto di lavoro a tempo parziale è contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.”.

È possibile creare, all’interno del contratto individuale, la clausola elastica (con il Jobs act non esiste più il p.t. verticale o misto, ma un contratto a part-time generico), secondo la previsione e le maggiorazioni dell’articolo 20 del CCNL Alimentari.

Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 504 posts

Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Una azienda vorrebbe contrattualizzare una segretaria. Il lavoro sarebbe svolto per un periodo di non più di 4 mesi. È possibile accedere a rapporto di lavoro occasionale con ritenuta?

Il presupposto principale per attivare una prestazione di lavoro autonomo occasionale è che vi sia una gestione autonoma dell’attività lavorativa, anche in virtù del fatto che deve trattarsi di un’attività

Ad un’azienda con la quale ho rapporti commerciali, vorrei cedere il contratto di lavoro di un mio dipendente. Ci vuole la sua volontà ?

L’art. 1406 c.c., regolamenta la cessione del contratto. Più precisamente, la norma dispone che uno dei due contraenti possa cedere ad un terzo il contratto, a condizione però che l’altro

Si possono attivare tutti i tipi di tirocini a seguito di licenziamenti, o ci sono delle differenze?

Mi conferma che il divieto, presente nella normativa regionale, di attivare tirocini a seguito di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo si riferisce solo a quelli formativi (non curriculari) e non

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento