Saltano gli emendamenti del “pacchetto lavoro” nella prossima Manovra

Saltano gli emendamenti del “pacchetto lavoro” nella prossima Manovra
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Nella Manovra del prossimo anno non entrerà il provvedimento sul Lavoro auspicato in questi giorni dall’esecutivo, niente modifiche al Jobs Act e, quindi, niente passaggio dei contratti a tempo determinato dalla durata massima di 36 mesi ad un massimo di 24, e nulla di fatto sulla modifica dell’indennità per i licenziamenti senza giusta causa dagli attuali 4 mesi a 8 mesi.

Sull’assenza dell’accordo sul “pacchetto lavoro” gravano i tempi strettissimi per la decisione sulla Legge di Bilancio 2018, che dovrebbe approdare domani in Aula. “L’esecutivo sta compiendo un errore che non è di poco conto, ha dichiarato Damiano, la prossima legislatura dovrà affrontare questo problema perché in Italia licenziare costa troppo poco ed è diventato troppo facile”.

Emendamenti alla Manovra

La segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, parla di una decisione particolarmente “grave”  e commentando il ritiro degli emendamenti presi in esame dice: ”seppur di valenza limitata, provavano a mettere in discussione l’impianto complessivo del Jobs Act, le cui conseguenze disastrose sono state confermate  dalla nota congiunta diffusa da Istat, Inail, Inps, ministero del Lavoro e Anpal”.

Anche nel terzo trimestre, prosegue Scacchetti parlando della nota congiunta, si registra “una forte crescita dei contratti a tempo determinato e un calo dei tempi indeterminati”. ”Lavoro di qualità e investimenti pubblici sono l’unica soluzione – chiosa la segretaria confederale  – per una crescita inclusiva e per affrontare l’emergenza della disoccupazione giovanile”.

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