Valorizzare Napoli: il ruolo delle aziende

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L’incontro tra la cultura aziendale, che anima e permette l’evoluzione del tessuto economico di un territorio, e la cultura musicale e artistica, che a sua volta agisce sull’anima più intima di un luogo, crea un circolo virtuoso capace di essere più incisivo della somma delle sue singole parti.

Questo è il connubio di due persone che hanno a cuore le sorti della propria terra natia. Come un Mecenate dei nostri giorni il Dott. Michele Amoroso ha deciso di sostenere l’iniziativa culturale del Maestro Carlo Morelli, direttore d’orchestra e di coro. Insieme daranno il via ad una serie di iniziative volte al recupero del complesso monumentale della Chiesa di San Potito di Napoli, da molti anni chiusa al pubblico. La prima entusiasmante iniziativa è uno spettacolo corale dal titolo That’s Napoli! Live show che andrà in scena dal 7 dicembre.

Iniziative che si muovono nel solco profondo scavato nei secoli per difendere e valorizzare Napoli ed il suo grandissimo patrimonio culturale, fatto di arte – sacra e non – e di musica. “Viviamo in un luogo meraviglioso ma che spesso ignoriamo per cui non siamo pronti a difenderlo. Recuperare la coscienza della cultura, la sensibilità per l’arte, i confini del nostro patrimonio è una necessità, un passo indispensabile che deve essere compiuto attraverso l’insegnamento, perché sono valori che non possono essere trasmessi da nessuna autorità preposta. Conoscenza significa anche mappatura puntuale e senza limite delle nostre straordinarie ricchezze” anche il più grande critico d’arte del nostro Paese, Vittorio Sgarbi, da sempre estimatore, curatore e promotore delle bellezze partenopee sottolinea con le sue parole.

L’arte da recuperare

Le iniziative di recupero dei beni artistici ed architettonici da parte dei privati e delle aziende in tutto il Paese non è una cosa nuova. In un’ottica di pochi fondi (con il passare degli anni sempre meno) messi a disposizione dal Pubblico, il capitale privato è una delle poche strade da intraprendere per la salvaguardia dei poli monumentali ed archeologici italiani. L’Italia conta 43 siti che sono stati definiti come patrimonio dell’umanità dell’Unesco, più di ogni altro paese al mondo, con quasi 60 mila fra siti archeologici, Basiliche e chiese monumentali e poco meno di 5 mila musei.

Il nostro Paese è lo scrigno con il più grande tesoro culturale e del mondo, purtroppo però c’è da fare i conti con una scarsa copertura finanziaria rispetto al numero e all’importanza di tutti i siti monumentali. Difatti molti siti, chiese e Basiliche di antica e importantissima fattura sono impossibili da visitare e godere perché chiusi al pubblico per mancanza di fondi destinati al recupero.  Ed è qui che entrano in gioco i privati e le aziende che a fronte di un ritorno d’immagine e pubblicitario si prendono “cura” di un “pezzo” di storia del nostro territorio, riconvertendo per l’uso comunitario e sociale luoghi altrimenti abbandonati e inutilizzati. Gli esempi sono moltissimi: il restauro del palazzo dei Dogi del Ponte dei Sospiri finanziato dalla Coca Cola e Bulgari, il restauro della Fontana di Trevi promosso da Fendi, il finanziamento al restauro del Colosseo da parte della Tod’s di Diego Della Valle, a Milano, Santa Teresa, costruita nel 1694, è divenuta una biblioteca multimediale, all’Aquila la chiesa di San Filippo Neri è stata riconvertita in un teatro con fondi di una cordata di imprenditori privata e la lista è ancora lunghissima.

Valorizzare Napoli, una sfida da vincere

In questo spirito di solidarietà nasce la voglia di riportare a nuova vita un luogo antico nel cuore storico di Napoli: Michele Amoroso insieme all’associazione “Ad Alta Voce” di Carlo Morelli si prenderanno cura del complesso monumentale di San Potito, Chiesa a due passi dal Museo Archeologico (MANN), con una serie di iniziative che coinvolgeranno giovani artisti e che porteranno nel contempo lavoro in un’area difficile ma affascinante come quella del centro storico della città partenopea.

Una sorta di Araba Fenice che risorge dalle proprie ceneri (anche se in questo caso si può parlare di polvere) tra i vicoli della Napoli più antica. L’idea dell’imprenditore e del maestro è ambiziosa: unire la bellezza di una Chiesa monumentale come quella di San Potito all’estro dei giovani talenti dei ragazzi del coro di Morelli, portare in scena diversi spettacoli innovativi, coinvolgenti di musica napoletana in chiave tradizionale e moderna al contempo. Un contenitore di talenti e di valori che porteranno vita nuova negli stretti vicoli di Napoli.

La prospettiva è quella di fare da apripista ad un nuovo modo di concepire l’approccio tra imprenditoria, arte e territorio. Di creare una sinergia tra le zone difficili di Napoli e tutti gli imprenditori napoletani che hanno a cuore la sorte di un gioiello del mediterraneo quale è Napoli. Un progetto pioneristico che sarà terreno fertile per altre iniziative simili in grado di portare l’arte, il lavoro e la speranza nel cuore pulsante della città.

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Luca De Martino

A cura di : Luca De Martino

Collaboratore per quattro anni del quotidiano "Cronache di Napoli" come redattore di articoli di cronaca politica, bianca, economia, giudiziaria e nera. Collaboratore di blog e siti web in qualità di cronista.

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