Pil in crescita nel terzo trimestre 2017, governo: “il sistema italiano si è rimesso in moto”

Pil in crescita nel terzo trimestre 2017, governo: “il sistema italiano si è rimesso in moto”

Il Pil è cresciuto per il terzo trimestre dell’anno di una percentuale pari allo 0,5% in relazione al precedente. Secondo i dati emessi dall’Istat la crescita di beni e servizi prodotti registra un +1,8%, un dato più positivo di quello espresso nelle previsioni dello stesso esecutivo (che si attestavano a un +1,5% sul 2016, in linea con quanto previsto non pochi giorni fa anche dalla Banca d’Italia). E’ la conferma che il “sistema italiano si è messo in moto”, sottolinea il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, che inoltre asserisce “questi risultati non possiamo disperderli, non possiamo dilapidarli, ma insistere e accelerare ancora su questa strada”. In diminuzione invece l’inflazione a ottobre, che scende dello 0,2% su base mensile e aumenta dell’1,0% in relazione al mese di ottobre dello scorso anno (era +1,1% a settembre), avvalorando così la stima preliminare.

Il Pil del nostro Paese nel terzo trimestre ha seguito un trend simile a quello francese e superiore a quello britannico, ma non paragonabile (c’era da aspettarselo) a quello degli USA. L’Europa comunque non sfigura, secondo le stime flash Eurostat, comunicate oggi, sempre nel III trimestre del 2017 il Pil della zona Ue a 28 è salito dello 0,6%, con una crescita su base annua del 2,5%.

La crescita tendenziale nel terzo trimestre del 2017 è il dato migliore da oltre sei anni, esattamente dal secondo trimestre del 2011 quando aveva toccato +2,6%. Ugualmente la percentuale nel terzo trimestre che si attesta sullo 0,5% (contro lo +0,3% del precedente trimestre) fa registrare la tredicesima variazione congiunturale di segno positivo consecutiva.

Parlando in termini assoluti, dopo molto tempo passato al di sotto dei 400 miliardi, per la prima volta si sfora quella cifra arrivando a 400 miliardi e 547 milioni di euro. Il nostro Paese ha riacquistato quanto perduto nel corso della seconda recessione, mentre per “rimarginare” i danni provocati dalla prima la strada è ancora lunga. Giudizio condiviso anche da Confindustria che sottolinea che i segnali sono positivi ma anche che “livelli pre-crisi sono ancora molto lontani”.

I motivi di questa repentina e sostanziosa ripresa sono da ricercare nell’aumento del valore aggiunto nei comparti dell’industria e dei servizi e la diminuzione nel settore agricoltura. E dal lato della domanda c’è stato l’apporto positivo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia di quella estera (esportazioni al netto delle importazioni). Gli italiani consumano di più e ricominciano a spendere, come aveva già evidenziato l’Istat quando nel mese di ottobre aveva corretto le stime sul Prodotto interno lordo.

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