Commissione Europea: “La ripresa economica in Italia accelera”

Commissione Europea: “La ripresa economica in Italia accelera”

“La ripresa economica si sta consolidando. L’evoluzione del Pil risulta più robusta con una crescita che accelera e si può stimare attorno al 0,5 nel terzo trimestre”. A dichiararlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Secondo il ministro, inoltre, “nelle attuali condizioni il Paese può puntare a una crescita stabilmente più elevata, prossima al 2%”. Padoan sottolinea anche che “raggiungere questo obiettivo” permetterebbe di abbassare il tasso di disoccupazione “agevolando la discesa del rapporto debito/Pil”.

Non è altrettanto ottimista la Commissione Europea che scrive nel report delle previsioni economiche d’autunno: “La ripresa economica in Italia accelera nel 2017 grazie alla domanda esterna e domestica, ma i venti di coda in rallentamento e le più basse prospettive di crescita nel medio periodo modereranno la crescita”.  Infatti i dati rilevano un rialzo del Pil 2017 a 1,5% (da 0,9% previsto a maggio) e quello 2018 a 1,3% (da 0,9%). Il rallentamento però prosegue nel 2019, col Pil fermo a 1%.

Dal ministero di Economia e Finanza spiegano che la Commissione Europea “riconosce all’Italia una ripresa sostenuta e conti in miglioramento con calo del debito”. “Per l’Italia la Commissione conferma le stime del Governo relative alla crescita economica del 2017 (+1,5%), mentre ha stime inferiori per il 2018 (1,3% secondo la Commissione, 1,5% secondo il Governo). Una divergenza che si è verificata sistematicamente negli ultimi anni, durante i quali le previsioni del Governo si sono rivelate sempre più affidabili, benché prudenti”.

In poche parole – spiega il Mef – lo stato delle finanze pubbliche “viene riconosciuto in miglioramento, con il deficit che scende al 2,1% nel 2017. Il deficit scenderà anche nel 2018: fino all’1,8% secondo la Commissione, mentre nella stima del Governo italiano il deficit scenderà all’1,6%”. Divergono anche le stime sulla riduzione del debito. Questo “dipende dalla differenza nella stima della crescita del Pil reale e dalla diversa stima dell’inflazione (e di conseguenza della crescita nominale: è infatti sul Pil nominale che si calcola il rapporto con il deficit)”.

La Commissione Ue rivede al ribasso le stime sul deficit italiano: nel 2017 scende a 2,1% (dal 2,2% previsto a maggio), nel 2018 a 1,8% (dal 2,3% di maggio), “grazie ad una crescita più alta” e ad alcune misure come spending review, scontrino elettronico obbligatorio. Nel 2019, a politiche invariate, torna al 2%. Il deficit strutturale invece peggiora “leggermente” nel 2017 (2,1% invece del 2% previsto a maggio), e migliora solo “marginalmente” nel 2018 (2%).

Fonte: Ansa

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