Pensioni, Governo: cambia il sistema per calcolare l’età

PalazzoChigiCambia il modo di calcolare l’età per la pensione di vecchiaia. Subirà un allungamento, come oggi, in base alla speranza di vita, ma subirà anche una diminuzione nel caso di registrazione di picchi di mortalità. Il meccanismo di calcolo sarà a scadenza biennale e si baserà sulla media aritmetica per evitare anomalie matematiche. Il nuovo “modus operandi” si applicherà dal 2019, con effetti sul primo biennio utile, dal 2021 in avanti.

Le distanze tra l’esecutivo e le sigle sindacali comunque rimangono, dicono Cgil, Cisl e Uil. Ma il dispositivo del Governo rimarrà il medesimo e lunedì ci sarà la chiusura. Nel caso di firma unanime, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, con il presidente Gentiloni, i sindacati porteranno a casa solo la vittoria sull’esclusione dall’automatismo delle 15 categorie lavorative dette “gravose”, che escluderà un numero di lavoratori che oscilla tra i 17 e i 20 mila. Cifra che comunque potrà anche ingrandirsi quando la commissione congiunta di InpsInailIstat vaglierà le nuove tabelle per l’aspettativa di vita divise per mestieri. Altro successo è la modifica di meccanismo di calcolo per tutti e le imposte pagate sulla previdenza complementare, equiparando statali e privati.

“Non c’è niente però sulla pensione di giovani e donne. E anche l’esenzione delle 15 categorie è ancora insufficiente” sottolinea Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil. Si prendono in esame gli 11 lavori che oggi autorizzano l’accesso all’Ape sociale, dagli infermieri agli operai edili. Ai quali si devono sommare siderurgici, marittimi, operai agricoli e pescatori. “La platea è molto più ampia – evidenzia Ghiselli – basta pensare che la differenza nella speranza di vita tra un laureato e uno che ha solo la terza media è di un anno e 7 mesi. E di solito chi ha un titolo di studio basso fa mestieri manuali”.

Il nodo sui requisiti da possedere per le 15 categorie è ancora da sciogliere, l’esecutivo propone 30 anni di contributi e aver svolto l’attività gravosa per almeno 7 degli ultimi 10 anni. L’altro punto su cui si dibatte è nel criterio di calcolo. Se l’aspettativa si abbassa, per l’alta mortalità, l’età per andare in pensione non si riduce immediatamente, ma dopo due bienni con una sorta di saldo. Ultima questione su cui si discute è relativa alla pensione anticipata, che una volta era chiamata di “anzianità”. L’incremento della speranza di vita non fa allungare solo l’età di uscita, ma anche i contributi per andare in anticipata: da 42 anni e 10 mesi si passa a 43 e 3 mesi nel 2019 (per gli uomini). Ma per il Governo bloccare questo requisito è “impossibile”. Dall’inizio della settimana prossima si inizierà a parlare di coperture finanziarie, ma molto probabilmente ogni decisione slitterà a giugno prossimo subito dopo le elezioni.

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