“Estate Sicura” : presentato il report dell’operazione contro il caporalato

“Estate Sicura” : presentato il report dell’operazione contro il caporalato

Sono stati presentati alla presenza del ministro del Lavoro Giuliano Poletti e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ieri a Roma, i dati del report sulla campagna “Estate Sicura”.

L’operazione, che da maggio a settembre ha avuto luogo in contrasto al caporalato in virtù della Legge 199/2016 varata un anno fa, ha coinvolto 450 militari del Comando per la Tutela del Lavoro in coordinamento con l’Ispettorato del Lavoro che hanno svolto verifiche su tutto il territorio nazionale. I controlli svolti hanno registrato 10.066 situazioni di irregolarità accertata su 14.746, quindi una percentuale di circa il 68%. Poco più di 1800 le aziende che hanno visto la propria attività sospesa e poco più di 500 le persone denunciate.

Molti i casi di lavoro ”nero” individuati, circa 8 mila lavoratori, con un danno per l’erario di quasi 12 milioni di euro. Le ammende stabilite ammontano a circa 20 milioni di euro. Anche per quanto riguarda il lavoro in nero degli immigrati la cifra è alta, infatti, il 34% dei lavoratori controllati era irregolare. Le 25 indagini avviate durante la campagna “Estate Sicura” hanno permesso di denunciare all’autorità giudiziaria 48 persone delle quali 13 in stato di arresto per casi di sfruttamento di 203 lavoratori.

Capitolo piuttosto allarmante è quello degli infortuni sul lavoro nei campi, tenendo conto della cifra di 422 mila infortuni nei primi sette mesi dell’anno, i carabinieri hanno svolto circa 1400 controlli sulla sicurezza del luogo di lavoro constatando il 73% di irregolarità.

A margine della presentazione del Report è intervenuto il ministro del Lavoro Poletti, che ha sottolineato che una delle aree critiche per il caporalato rimane il  Mezzogiorno per la tradizione e una vocazione agricola forte e che bisogna agire con forza per combattere questo tipo di reato: “Se vogliamo una crescita stabile ed equilibrata del nostro Paese- ha detto Poletti– abbiamo bisogno che anche il Sud abbia maggiori opportunità e questo vale per le caratteristiche di quel territorio che ha per esempio una fortissima vocazione agricola e turistica, una serie di condizioni specifiche sulle quali – ha concluso il ministro – bisogna investire”.

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