Lavoro: trend positivo occupazione, ancora bene la somministrazione

Lavoro: trend positivo occupazione, ancora bene la somministrazione
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Nel trimestre Aprile-giugno 2017 continua il trend positivo dell’occupazione su base annua e in termini congiunturali, anche se il lavoro giovanile resta fermo al margine del processo. Una caratteristica fondamentale che si evince dai dati forniti da Istat, Ministero del Lavoro, Inps e Inail sul secondo periodo del 2017 riguarda poi il post-voucher: dal marzo scorso i buoni lavoro sono prevalentemente fermi, in attesa che ci sia la loro nuova versione arrivata a giugno, le aziende hanno spinto molto forte sui contratti “a chiamata”.

Gli occupati salgono a quota 22 milioni 985 mila persone, in crescita sia su base annua (+0,7%, +153 mila) sia sul trimestre precedente (+0,3%, +78 mila). Tale andamento si accompagna alla riduzione della disoccupazione sia tendenziale che congiunturale e il numero di inattivi registra un nuovo, ma meno intenso, calo su base annua e un lieve aumento rispetto al trimestre precedente. Stona in questo quadro il numero di occupati tra i giovani 15-34enni, che rimane stabile rispetto al trimestre precedente e torna a calare su base tendenziale (-0,7 per cento, -38 mila unità). E’ questa la fotografia trimestrale.

“Le dinamiche del mercato del lavoro – si legge nella nota – si sono sviluppate in un contesto di significativa e persistente crescita del prodotto interno lordo, che ha segnato nuovamente un aumento congiunturale dello 0,4%, con un tasso di crescita tendenziale che ha raggiunto l’1,5%”. L’input di lavoro misurato in termini di ula (unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) mostra una dinamica più lenta rispetto a quella del Pil (+0,2% sotto il profilo congiunturale e +0,7% in termini tendenziali).

Prosegue, dunque, la crescita dei contratti a chiamata: dopo il +13,5% registrato nei primi tre mesi del 2017, nel secondo trimestre il numero dei lavoratori intermittenti è salito al +73,7%. Sostanzialmente stabile l’intensità lavorativa misurata come numero medio di giornate retribuite nel mese, pari a 10. Sale anche il numero dei lavoratori coinvolti nel lavoro somministrato: l’aumento annuo tocca il valore massimo (+24,4%) degli ultimi 5 anni a fronte di una stabilità di intensità lavorativa (21 giornate retribuite nel mese).

Fonte: Adnkronos; La Repubblica.

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