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Istat: clima di fiducia di imprese e consumatori mai così alto negli ultimi dieci anni

Istat: clima di fiducia di imprese e consumatori mai così alto negli ultimi dieci anni

Dopo che il governo ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’economia, l’Istat rilancia con nuovi segnali positivi: continua, nel mese di settembre, continua a salire la fiducia di consumatori ed imprese, con dati che non si registravano così alti da almeno dieci anni.

L’Istat calcola che l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale da 107,1 a 108 punti, il massimo registrato dopo agosto 2007 (quando era 109,6). Nella stessa misura l’indice del clima di fiducia dei consumatori “aumenta in misura consistente, passando da 111,2 a 115,5”. Riportandosi così alla stessa quota dei primi tre mesi dello scorso anno e vede un aumento per tutte le componenti a partire dal clima economico. Stando alle parole di Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, i dati sulla fiducia di imprese e famiglie “segnalano che, anche dopo la recente revisione al rialzo da noi effettuata sulla stima per il PIL italiano 2017 (a 1,4%), i rischi sullo scenario di crescita, almeno su un orizzonte di breve termine, restano decisamente verso l’alto”.

Per quanto concerne le famiglie italiane, in aumento sono anche tutte le componenti del clima di fiducia, sebbene con forza diversa: la componente economica e quella rivolta al futuro è in forte aumento, mentre quella personale e più immediata fa registrare un aumento più modesto. Più dettagliatamente, compare un deciso aumento del saldo sia delle valutazioni sia delle attese sulla situazione economica del paese nonché un forte ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione; il saldo relativo all’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli fa registrare un notevole aumento. Infine, incrementa il numero degli interpellati che ritiene possibile risparmiare in futuro (su base annua).

Sul versante delle aziende, aumenta il clima di fiducia in tutti i comparti ad eccezione di quello dei servizi. In particolare, il clima di fiducia migliora nel settore manifatturiero, in quello delle costruzioni e nel commercio al dettaglio (rispettivamente da 108,5 a 110,4, da 128,4 a 132,1 e da 105,3 a 108,8); nei servizi l’indice rimane invariato rispetto al mese precedente (a quota 107).

Sempre l’Istat ha poi aggiornato i dati sul fatturato e gli ordinativi dell’industria, questa volta relativi al mese di luglio: ha registrato “una leggera flessione” del fatturato rispetto a giugno, pari allo 0,3%, che segue il calo dello 0,7% del mese precedente. Gli ordinativi registrano, invece, a luglio un aumento modesto (+0,2% sul mese) dopo la flessione di giugno (-0,7%). Su base annua, invece, sono in espansione entrambe le voci: il fatturato cresce a luglio del 3,8% nei dati grezzi (+4% in quelli corretti) e gli ordini del 10,1%.

A trainare è il mercato estero sia per il fatturato (+2,3% su mese, +7,1% su anno) sia per gli ordini (+6,4% su mese, +16,2% su anno). Invece il mercato interno segna per il fatturato -1,7% su mese e +2,2% su anno e per gli ordini rispettivamente -4,2% e +6,2%. Per il fatturato tutti i settori manifatturieri (ad eccezione delle industrie tessili e dell’abbigliamento e degli autoveicoli) mostrano incrementi tendenziali e il più rilevante riguarda la fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati (+14,5%).

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