Festival del lavoro, Calderone: ”per la crescita occupazionale, buone norme non bastano”

Festival del lavoro, Calderone: ”per la crescita occupazionale, buone norme non bastano”
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Nei confronti dell’impatto delle innovazioni tecnologiche che mutano il mercato del lavoro, con la conseguente perdita di occupazione, ma anche la nascita di nuove figure professionali, secondo Marina Calderone, presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, “ci deve essere un approccio globale alle tematiche occupazionali, non è sufficiente una buona normazione in tema di lavoro, ma serve anche un contesto economico favorevole, non si può prescindere dallo sviluppo territoriale che offra nuove opportunità”.

A tracciare le linee guida del dibattito all’interno dell’ottava edizione del Festival del lavoro, la manifestazione organizzata dal Consiglio nazionale e dalla Fondazione studi dei consulenti che si svolgerà da domani a sabato a Torino, saranno il Lavoro 4.0 e le mutazioni conseguenti della società moderna. Tre giorni di confronti e dibattiti in cui si cercherà di creare un quadro preciso per l’occupazione di domani. Quando si parla di favorire la ripresa dell’occupazione, in passato come oggi si ipotizza di agire sugli sgravi contributivi, il cuneo fiscale, la flessibilità di accesso alla pensione.

“Tutto passa da una riduzione del costo del lavoro, che non vuol dire ridurre le tutele ma rivedere la tassazione a livello strutturale e l’imposizione sui redditi da lavoro dipendente; vanno ripensate le modalità di tassazione. Preferirei però non più interventi spot ma forme di tassazione e di riduzione strutturale del cuneo fiscale e contributivo (che è enorme) per tutti i lavoratori. Le imprese hanno una maggior propensione a stabilizzare i rapporti di lavoro se questo costa meno. Inoltre, dato che c’è necessità di adeguarsi velocemente al cambiamento, le risorse liberate dalla riduzione del cuneo fiscale possono essere utilizzate per formare e riqualificare i lavoratori”, spiega Calderone.

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