Senatore Cassano: “Giusta lotta al caporalato, ma questa norma rischia di colpire gli onesti”

Senatore Cassano: “Giusta lotta al caporalato, ma questa norma rischia di colpire gli onesti”
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Nell’ ambito della lotta alla piaga del caporalato l’attuale normativa ha anche dei detrattori come il senatore Massimo Cassano che critica la legge: “L’agricoltura del Sud Italia – dice in una nota il parlamentare nelle file di Forza Italia – continua a prendere schiaffi. Dal varo nel 1887 delle tariffe doganali protezionistiche in difesa dell’industria del Nord all’ultimo tiro mancino per le coltivazioni del Mezzogiorno, e pugliesi in particolari, arrivato con la nuova legge contro il caporalato. Sia ben chiaro. II caporalato, lo sfruttamento della manodopera, la riduzione in schiavitù sono fenomeni da combattere senza sconti. Ma quando si legifera non conoscendo tutti i particolari di una materia e si interviene sull’onda dell’emozione, il rischio di aggravare, anziché risolvere, un problema, è quasi scontato”.

Poi il senatore continua, “E così la legge anticaporalato non punisce solo i tradizionali sfruttatori, ma introduce pene incisive anche qualora l’attività di reclutamento della manodopera si dovesse svolgere senza minacce e senza intimidazioni. Con conseguenze drammatiche per piccole e medie aziende sovente a conduzione familiare: multe, carcere, titoloni sui giornali, confisca dell’azienda agricola”

“Giustissima insomma – ribadisce Massimo Cassano – l’intransigenza contro i trafficanti di braccia e i loro complici, rischiosa la tolleranza zero per le aziende che dovessero risultare responsabili di infrazioni formali e anche il ricorso a contratti più bassi pattuiti liberamente tra agricoltori e dipendenti si sta rivelando una iattura per gli imprenditori e, particolare non trascurabile, i lavoratori. Di conseguenza un provvedimento concepito contro malavitosi e sfruttatori rischia di colpire proprio le imprese più moderne, oneste e innovative. Rischia di colpire, paradossalmente, gli stessi lavoratori agricoli, molti dei quali vedono nel loro datore di lavoro l’amico, o il parente, con cui condividere un percorso o un progetto, non la controparte di un’inesistente lotta di classe, sulla quale invece soffiano sindacalisti nel penoso tentativo di recuperare qualche tessera”

Concludendo, il senatore di Forza Italia, ravvisa: “Ritengo a questo punto che sia necessario monitorare attentamente quanto sta avvenendo e intervenire immediatamente in caso di eccessi e storture, che stanno portando alla criminalizzazione di un’intera categoria che di colpo diventa mafia”.

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