Nota di Aggiornamento del Def: previsto un rialzo dell’ 1,5% del Pil

Nota di Aggiornamento del Def: previsto un rialzo dell’ 1,5% del Pil

Il consiglio dei ministri ha approvato la nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, il cosiddetto Def. Gli aggiustamenti più evidenti sono: una crescita maggiore di quella preventivata nei mesi scorsi, soprattutto nei prossimi anni, il debito pubblico in calo a partire da quest’anno e uno spazio di 10 miliardi di maggior deficit a disposizione per la prossima legge di Bilancio.

La nuova nota corregge, con un notevole rialzo, le previsioni manifestate ad aprile e stima per l’anno in corso una crescita del prodotto interno lordo del 1,5%. Medesima ipotesi confermata per il 2018 e 2019. Nel testo approvato in primavera veniva formulata una crescita dell’1,1 nel 2017 e dell’1% nel 2018 e nel 2019. “Qualcuno potrà dire che è una previsione troppo ottimistica, ma credo che sia pienamente giustificata dalle politiche che metteremo in atto. Un discreto grado di ottimismo è giustificato”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

In relazione al modello approvato nel mese di aprile migliora anche il deficit, che nel prossimo anno sarà portato all’1,6% e all’1,2%. Rispetto inoltre al nuovo quadro tendenziale, cioè cosa accadrebbe a politiche invariate, si passa all’1,6% dall’1%. Questa discrepanza di sei decimi di punto indica il maggiore deficit che il nostro Paese potrà utilizzare per le misure in manovra. La più importante di tutte sarà l’annullamento della clausola di salvaguardia che prevede un aumento dell’Iva che, ha assicurato Padoan, “sarà totalmente eliminata”. Quanto ai prossimi anni nel 2019 l’indebitamento netto dovrebbe scendere allo 0,9% e nel 2020 a 0,2% “che tecnicamente” – ha spiegato Padoan – consente “il sostanziale” raggiungimento del pareggio di bilancio.

Il debito pubblico, anche al netto del sostegno al sistema bancario, nel 2017 è destinato per la prima volta a scendere. Dal 132% sul pil stimato dall’Istat per il 2016 si passerà al 131,6% nel 2017 e al 129,9% nel 2018.

Il ministro Padoan ha sottolineato anche alcuni punti sul tema del rispetto delle regole europee, chiarendo che l’attuale predisposizione prevede una correzione del deficit strutturale, il principio che conta per essere in linea con le norme comunitarie, dello 0,3%. Obiettivo stabilito con Bruxelles e più morbido rispetto allo 0,8% inizialmente previsto.

I risultati economici “che sono stati resi possibili dalle riforme varate dal governo Renzi e che noi abbiamo proseguito ci hanno consentito una discussione con l’Ue che ha portato margini favorevoli di finanza pubblica e che ci porterà a proporre al Parlamento una legge di bilancio non depressiva, che non sarà un freno alla tendenza positiva dell’economia”, ha giudicato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al termine del consiglio dei ministri.

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