Vuoi migliorare il tuo curriculum? Viaggia

viaggio-01

In un mercato del lavoro molto competitivo porta un giovane in cerca di lavoro a fare una semplice, quanto interessante, domanda: come faccio a migliorare il mio Curriculum Vitae? Una risposta univoca non esiste, ma indicazioni utili forse si. Oggi il mondo globalizzato ci suggerisce che il viaggio all’estero è particolarmente conveniente per avere un CV più appetibile per i recruiter. E’ quanto emerge dallo studio realizzato dalla start up Hundredrooms che si è interessata all’argomento e ha deciso perciò di intervistare gli esperti Lilian Goberna e Jorge Serrano, rispettivamente direttrice e consulente di Go Consulting, agenzia di consulenza strategica per i recruiters. L’esperienza all’estero, di qualsiasi tipo esse sia, studio, lavoro o volontariato, è un valore aggiunto che i recruiters valutano sempre in modo molto positivo.

“Viaggiare è come fare un master in competenze personali –afferma Lilian Goberna– soprattutto se si viaggia da soli. E’ un’opportunità per uscire dalla zona di comfort e per poter conoscere e apprezzare prima di tutto se stessi. Il primo grande esercizio di indipendenza, in cui si sviluppano competenze che poi si sarà in grado di usare in ambito professionale”.

Alcune caratteristiche personali, sostiene Goberna, migliorano durante la permanenza all’estero: “un giovane che affronta un’esperienza all’estero lavora molto sulla sua dimensione intrapersonale (gestione delle emozioni di fronte a situazioni nuove, fiducia in sé stesso, resistenza alle avversità, ecc). Ma anche la dimensione interpersonale non sarà più la stessa, visto che ci si abitua a confrontarsi con prospettive nuove, diventa più facile stabilire relazioni, esprimere idee, negoziare e lavorare in team. Infine –conclude Goberna– si rafforzano anche competenze che risultano importanti in ambito più strettamente professionali, come la capacità di analisi, lo spirito di iniziativa, la pianificazione e la capacità di prendere decisioni”.

I viaggi con una lunga permanenza, poi, sono particolarmente graditi, come illustra Jorge Serrano, “sviluppare nuove abilità richiede predisposizione e tempo, pertanto sono più interessanti i viaggi lunghi, che implicano una comprensione più profonda del luogo in cui ci si reca”. Partire, dunque, per conoscere se stessi in primis e poi le nuove realtà a noi sconosciute. Hundredrooms ha realizzato una lista di sette ragioni per cui viaggiare non può che essere un vantaggio e un’informazione preziosa da inserire nel proprio curriculum:

  • Fare chiarezza sul proprio futuro. Subito dopo la laurea molti giovani si sentono disorientati, un viaggio all’estero può fare la differenza permettendo di individuare la strada da intraprendere e scoprire pregi e difetti propri di cui non eravamo a conoscenza.
  • Guardare il mondo con una nuova prospettiva, in modo da sviluppare quella capacità di analisi critica che regala un punto di vista diverso.
  • Viaggiare rende più forti e indipendenti, fa prendere coscienza del valore del denaro e la relativa gestione, infatti all’estero un budget limitato pone di fronte all’ottimizzazione della spesa.
  • Dar valore alle cose più importanti, quando partiamo ci lasciamo dietro tutta la nostra vita. Questo rende più facile scindere le cose importanti da quelle che in realtà non lo sono. Rende quindi molto più maturi.
  • Sviluppare la fiducia in se stessi, cosa molto importante di cui si renderà conto anche il recruiter che ci si troverà di fronte.
  • Acquisire perizia e competenze per lavorare in team, quando si viaggia, soprattutto in gruppo, si ottengono abilità che tornano utili se si lavora in team. Scegliere un itinerario, con luoghi da visitare e tappe in cui fermarsi, relazionarsi parlando una lingua straniera, confrontarsi coi propri compagni di viaggio, sono tutte attività che permettono ai giovani di rafforzare le loro capacità relazionali.
  • Sviluppare la capacità organizzativa

Se ben valorizzata all’interno del curriculum, un’esperienza di viaggio può condizionare l’esito di un processo di selezione. E’ fortemente raccomandato, quando la si cita, soffermarsi soprattutto sulle attività che si sono svolte, siano esse di volontariato, studio o lavoro. Inoltre, se si reputa che tale esperienza possa essere decisiva per ottenere il lavoro, la si può anche inserire all’inizio del curriculum per una maggiore visibilità.

PrintFriendlyPrintEmailWhatsAppOutlook.comGoogle GmailYahoo Mail
Luca De Martino

A cura di : Luca De Martino

Collaboratore per quattro anni del quotidiano "Cronache di Napoli" come redattore di articoli di cronaca politica, bianca, economia, giudiziaria e nera. Collaboratore di blog e siti web in qualità di cronista.

Potrebbero interessarti anche:

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top

Resta aggiornato !
Iscriviti alla NEWSLETTER #jol

Il servizio è gratuito e prevede l’invio di:

Si prega di attendere ...

Terms (+)  |  Privacy (+) | Contatti (+)