Lavoro e pensioni: nuovo incontro governo-sigle sindacali

Lavoro e pensioni: nuovo incontro governo-sigle sindacali

L’ennesimo confronto tra il governo e i sindacati, dopo l’incontro nel pomeriggio di ieri, è rimandato ai primi di ottobre. L’assenza di un quadro completo e sicuro sulle risorse da mettere sul tavolo per gli interventi allo studio, infatti, costringe governo e sigle sindacali ad un cambio dell’agenda con una piccola pausa. La palla ora passa ai tecnici dell’esecutivo che ha assicurato a Cgil, Cisl e Uil una stima quantitativa dei pareri esibiti, dalla pensione di garanzia per i giovani alla valorizzazione della maternità sul lavoro, dal riconoscimento del lavoro di cura alle riflessioni fatte sull’intervento di decontribuzione per incentivare l’occupazione giovanile.

“Lavoreremo nei prossimi giorni sulle proposte che hanno fatto i sindacati analizzando le platee e i costi degli interventi tenendo conto dei vincoli di bilancio e degli obiettivi che ci siamo dati”, ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Allo stato delle cose l’appuntamento è da considerarsi rimandato ai primi di ottobre, successivo ,quindi, all’approvazione della nota di programmazione economica del governo. Un incontro che sicuramente sarà anche dopo la riunione del G7 che avrà luogo a Torino a fine settembre.

I sindacati dal canto loro hanno promesso delle iniziative fin da subito a favore delle proposte presentate. Ci saranno sicuramente delle manifestazioni che la leader della Cgil, Susanna Camusso,  promette saranno “iniziative originali”. Fulcro centrale delle proposte ovviamente ancora l’istanza dei sindacati di congelare l’aumento dell’età pensionabile legato alle aspettative di vita. Un tema che “rischia di essere dirompente nel nostro Paese”, ha detto il leader Uil, Carmelo Barbagallo, ribadendo la richiesta di congelamento di questo meccanismo.

L’idea delle sigle sindacali è quella di chiedere un incontro al presidente del consiglio Paolo Gentiloni, proprio in virtù della nota con variazione del Def. Il nodo da sciogliere è sempre quello delle risorse a disposizione. La “via stretta” indicata nei giorni scorsi dal ministro Padoan e ribadita ancora del ministro del Lavoro Poletti, infatti, “non può essere una via che non risponde alle richieste fatte dei sindacati su cui c’era già un impegno del governo”, ha avvertito il leader Cgil, Susanna Camusso.età pensionabile

Il prossimo appuntamento, dunque, come ha spiegato il leader Cisl, Anna Maria Furlan, sarà tra 15-20 giorni: “In questo periodo avremo più chiarezza sulle disponibilità economiche del governo e saremo molto attenti alle valutazioni che farà il governo. Sosterremo le nostre ragioni”, ha chiosato.

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