Nuovo CUD 2015 : cosa cambia per professionisti e collaboratori

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730-precompilato-2015Rivoluzione in vista per le dichiarazioni dei redditi 2015: arriverà il CUD anche per i lavoratori autonomi.
Ma chi sono i lavoratori autonomi? Sono lavoratori esterni all’azienda che svolgono un’attività intellettuale, artistica e non piccoli imprenditori, nei confronti di un committente, con lavoro proprio e senza vincoli di subordinazione. Rientra quindi nel lavoro autonomo: la collaborazione parasubordinata, il lavoro autonomo occasionale, i professionisti con Partita IVA, il contratto a progetto o gli studi associati intesi come collaborazione tra professionisti iscritti allo stesso o diverso albo professionale.

Il nuovo modello CUD 2015 si chiamerà “certificazione unica” e sostituisce dal 2015 il vecchio modello. La novità del CU al posto del CUD e la  bozza della nuova certificazione unica redditi 2014 è stata presentata dall’Agenzia delle Entrate ai rappresentanti delle imprese e ai professionisti.

Come anticipato, la novità più rilevante del modello è quella di inserire la certificazione delle ritenute dei lavoratori autonomi. Attualmente se, ad esempio, un’impresa chiede una consulenza a un professionista certifica il corrispettivo senza formalità, essendo sufficiente la sola carta intestata dell’azienda stessa. A sua volta il professionista nel momento in cui prepara la dichiarazione dei redditi inserisce la certificazione dei corrispettivi per il calcolo delle imposte. Con il nuovo modello anche per una sola consulenza l’impresa diventa «datore di lavoro» del professionista e dovrà emettere la certificazione unica.

Una vera e propria rivoluzione del modello che, salvo cambiamenti dell’ultima ora, segue le stesse scadenze del CUD: il termine di consegna della certificazione ai lavoratori slitta dal 28 febbraio al 7 marzo 2015, ma non sono più ammesse le consuete tolleranze poiché, è prevista la trasmissione telematica del modello all’Agenzia delle Entrate entro quest’ultimo termine.

Poiché il 7 marzo 2015 cade di sabato, il momento utile sarà il 9 marzo ed eventuali errori, omissioni o ritardi potranno essere sanati entro cinque giorni, come prevede la bozza di decreto legislativo attualmente all’esame del Parlamento. La mancata trasmissione è punita con una “sanzione amministrativa” di 100 euro.

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Marialuisa Santoro
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