Uil: Cig giù nei primi 7 mesi -41,8%

Uil: Cig giù nei primi 7 mesi -41,8%

I dati sulla cassa integrazione che coprono il periodo gennaio-luglio 2017 sono molto positivi. Si registra un forte decremento delle ore autorizzate (-41,8%) che contrassegna tutte e tre le gestioni mentre nel solo mese di luglio i dati ci dicono che c’è stato un incremento del 27,1% rispetto a giugno 2017. Questi sono i numeri che emergono dal monitoraggio sulla cassa integrazione realizzato dalla Uil.

Nell’insieme, ci dice Guglielmo Loy, segretario confederale del sindacato, “nei primi sette mesi dell’anno sono state autorizzate 226,4 milioni (pari a 190 mila posti di lavoro salvaguardati) di cui il 61,7% di cassa integrazione straordinaria (con una prevalenza della causale ‘solidarietà’). La diminuzione delle ore si evidenzia in tutte e 3 le macro aree con il decremento maggiore nel Nord (-49,1%) pur essendo l’area che, nei 7 mesi, assorbe il maggior numero di ore (111,9 milioni)”.

In rapporto al medesimo periodo del 2016, annota Loy, si rileva una crescita di ore richieste in Puglia (+39%), nella Prov. Autonoma di Trento (+11,2%) ed in Basilicata (+1,9%), mente la maggiore diminuzione nel Lazio (-63,6%). Le province che vedono un incremento delle ore sono, invece, 15 con la maggior crescita a Savona (+64,7%), mentre la flessione più intensa a Bergamo (-66,7%).

Tra i comparti produttivi, quello industriale è quello che continua ad assorbire il numero più alto di ore autorizzate (169,8 milioni). Secondo Guglielmo Loy è necessario sottolineare, però, come il mese di luglio abbia visto un’improvviso aumento delle richieste di ore di cassa integrazione, in relazione al mese di giugno 2017. Sono infatti 35 milioni le ore autorizzate, con un +27,1% su giugno 2017. Questa crescita è dovuta a un’impennata vistosa della Cassa Straordinaria (25,7 milioni, +82,8%), al contrario della Cassa Ordinaria (6,7 mln ,-34,5%) e della Deroga (2,7 mln, – 19,5%). Colpisce come questo accrescimento sia diffusa territorialmente, investendo 8 regioni e 52 Province.

Se dovesse esserci un ripetersi di questi aumenti nei prossimi mesi, si confermerebbe come, malgrado la crescita (costante, ma lenta) dell’economia non si possano escludere possibili processi di ristrutturazione aziendale, come attestato, appunto, dall’ utilizzo della cassa straordinaria.

Questi dati, che continuano a risultare incompleti per l’ancora assente informativa Inps sul monitoraggio del Fondo d’integrazione salariale (Fis), potrebbero sia indicare una lieve ripresa delle attività produttive, ma anche, ed è ciò che ci preoccupa maggiormente visti gli aumenti delle domande di disoccupazione che interessano il periodo, fotografare gli effetti restrittivi prodotti dalla riforma sugli ammortizzatori sociali.

Guglielmo Loy conferma che: “Con la prossima legge di stabilità è quindi necessario intervenire sulla regolazione degli ammortizzatori sociali, compresa la Cassa Integrazione, per far sì che si possano gestire delicati processi di ristrutturazione aziendale che rischierebbero di produrre ciò che è più socialmente traumatico: i licenziamenti”.

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