Al via l’Ape volontaria, Gentiloni firma il provvedimento

Al via l’Ape volontaria, Gentiloni firma il provvedimento
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Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il decreto attuativo del provvedimento che avvia l’Anticipo pensionistico volontario. Dopo l’Ape social quindi è attivo anche la suddetta misura pensionistica, che permetterà ai lavoratori di uscire dal mondo del lavoro con tre anni di anticipo con una riduzione dell’assegno pensionistico che servirà a pagare il prestito che ne garantisce l’addio prematuro al lavoro.

Il provvedimento arriva con qualche mese di ritardo dovuti agli slittamenti che ne hanno caratterizzato lo sviluppo, l’ultimo a causa del Consiglio di Stato che nel mese di Luglio ha richiesto con forza alcune limature al testo.

La misura dovrebbe consentire l’invio delle domande già a partire dal prossimo mese di Ottobre. Relativamente alle condizioni iniziali con cui doveva partire, l’anticipo volontario, ha subito delle modifiche. La più consistente riguarda il tasso d’interesse netto che verrà applicato, che dovrebbe subire un rialzo dal 2,5%, previsto inizialmente, ad un tasso del 3,5% a causa delle mutate condizioni di mercato.

L’Ape volontaria è infatti un prestito, sovvenzionato dalle banche e coperto da una polizza assicurativa. Che il richiedente può usare per andare in pensione anticipatamente, l’unico vincolo è non trovarsi a più di 3 anni e 7 mesi dall’età di uscita (66 anni e 7 mesi). Il prestito verrà restituito in vent’anni di rate mensili, pagando un interesse comprensivo anche del costo dell’assicurazione.

Per anticipare la pensione con l’Ape entrano in gioco due attori che fino ad oggi non erano mai comparsi sulla scena previdenziale e pensionistica italiana: la banca e l’assicurazione. È lo stesso pensionato che dovrà scegliere un istituto bancario e una compagnia assicurativa tra una rosa di quelle convenzionate con lo Stato. Per quel che riguarda i tassi d’interesse non ci sono ancora certezze perché al momento della domanda ancora non sono ancora stati definiti i parametri europei.

Il Governo nelle sue simulazioni aveva fissato i tassi al 2,5% ma nel frattempo le condizioni del mercato sono cambiate con gli aumenti dello spread. Ora si ipotizzano tassi del 3,5%. Il tasso comunque rimarrà fisso per tutti i venti anni di restituzione del prestito, come se fosse un mutuo a tasso fisso, ma l’inflazione comincia ad aumentare e i tassi torneranno a crescere dopo la lunga stabilità di questi anni.

“Gentiloni ha firmato, con qualche mese di ritardo, il decreto sull’Ape volontario: adesso si tratta di renderlo operativo” queste sono le parole del presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano.

“Molte cose sono ancora da fare – prosegue Damiano – a partire dalle convenzioni con banche e assicurazioni e bisogna affrettate i tempi perché i tassi si stanno rialzando. Si compie, con la firma, un altro passo avanti sulla strada della flessibilità anche se, a differenza dell’Ape sociale, si tratta di una misura onerosa per i lavoratori. Ci auguriamo che il governo stipuli rapidamente le convenzioni per avere un costo cumulato, prestito bancario più assicurazione, non superiore al 4% per ogni anno di anticipo. Lo strumento, come è noto, è del tutto volontario e a disposizione di quei lavoratori che ritengono conveniente andare in pensione a 63 anni anche tagliando l’importo dell’assegno pensionistico”.

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