Agronomia 4.0: il futuro è nella terra

agronomiaTutti i mestieri e le professioni cambiano nel tempo, alcune più di altre, ed è un elemento fisiologico dell’evoluzione del mercato del lavoro e della società, di tutte le società. Uno dei campi in cui oggi si sente più forte questo tipo di evoluzione è l’agricoltura. Negli ultimi dieci anni si è assistito alla nascita, anzi, alla rinascita di uno dei mestieri che ha accompagnato l’uomo negli ultimi millenni, nasce l’Agricoltura 4.0

L’innovazione tecnologica ci sta accompagnando verso quello che si può definire una sorta di “Agronomy Digital Disruption”, una sorta di anno zero in un settore che di antico ha molto. Fattorie verticali, idroponica, trattori che si guidano da soli, irrigazione gestita da satelliti e droni con precisione quasi millimetrica, questi sono i nuovi modi di gestire la terra e i suoi frutti. Tanti sono i modi di coltivare la terra e allevare animali che si riveleranno uno spartiacque epocale nell’agricoltura. Il discorso è legato anche al modo di vivere della società moderna, ormai abbiamo un fabbisogno che supera le nostre attuali risorse ed il modo migliore di agire è quello dell’ottimizzazione delle nostre colture, pena la penuria di cibo e acqua.

“La produttività del settore deve crescere del 70% entro il 2050 per garantire cibo a tutti”, ha calcolato la Fao. E vista la crisi di crescita e di immagine degli OGM la cosiddetta “agricoltura di precisione” è oggi come oggi “l’arma migliore per combattere la fame nel mondo”, come sostengono le Nazioni Unite.

Il concetto da cui partire per attuare la metamorfosi è piuttosto semplice: per trasformare un semplice agricoltore in un contadino hi-tech si devono applicare tutte quelle innovazioni digitali disponibili al lavoro dei campi più tradizionale. Così facendo le fattorie tradizionali diverranno delle start-up di ultima generazione e potranno affrontare meglio le sfide future. Nel 2001, ad esempio, la John Deere, la più grande azienda costruttrice di macchinari agricoli, installò sui suoi mezzi un sistema di guida GPS facendo storcere il naso ai più tradizionalisti che lo bollarono come un orpello inutile, il risultato fu che il trattore senza autista fece risparmiare non solo il denaro di un dipendente, ma arare e seminare con quel grado di precisione fece anche risparmiare su semi, concimi, acqua e diserbanti.

Altro grande pregio nell’agricoltura 4.0 è l’utilizzo di quella grande quantità di dati che si possono usare con la rete. I big data e l’internet delle cose sono una miniera di numeri e informazioni acquisibili ed elaborabili in pochi secondi dal pc che si traducono in tempo reale in decisioni pratiche per migliorare la redditività del raccolto. Gli utensili agricoli moderni sono gli strumenti e i sensori per misurare composizione del terreno in profondità stilando un identikit chimico-fisico e stabilendo al grammo il suo fabbisogno di concimi e acqua. Questo stessi dati possono essere trasmessi in diretta a un software interno del trattore che a quel punto è in grado di distribuire gli ingredienti giusti in dose calibrata per ogni metro quadro di campo. In questo modo è possibile anche valutare in tempo reale, grazie alla rete, le condizioni climatiche previste e le serie storiche delle precipitazioni nel territorio ottimizzando l’uso delle risorse a disposizione.

La rivoluzione arriva anche dall’alto con i droni che volando mappano il terreno e sono in grado di individuare visivamente quelle zone della coltivazione che hanno bisogno di maggiore acqua, soffre per la carenza di qualche sostanza nutritiva o necessitano di qualche tipo di intervento. Questo aspetto è fondamentale in special modo nei grandi appezzamenti di terreno che senza questo supporto sono difficilmente gestibili al meglio. Tutto questo si traduce in un ritorno economico da non sottovalutare, negli Stati Uniti,  secondo le stime di settore, questi interventi hanno fatto scendere da 32 a 18 dollari per ettaro i costi per l’energia e ridotto dell’8% il consumo dell’acqua. Secondo lo Studio delle Nazioni Unite, il controllo in remoto della coltivazione aggiunge da solo il 18% alle entrate dei contadini digitali.

A conti fatti le innovazioni nel campo dell’agricoltura sono di eccezionale portata sia economica sia in prospettiva di sostenibilità. La grande sfida per il futuro è stata raccolta e porta con se tutti quegli elementi positivi per guardare al settore con occhio diverso. Le metamorfosi stanno già traducendosi in un benessere  economico per le aziende agricole e per gli agricoltori, ma anche per la società civile che è sempre in costante ricerca di risorse che, pur scarseggiando, con una buona ottimizzazione posso diventare disponibili per tutti. Anni fa si guardava al lavoro della terra come una cosa antica che aveva fatto ormai il suo tempo, oggi invece lo sguardo si perde in un orizzonte di opportunità che il futuro tecnologico ci può portare.

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Luca De Martino

A cura di : Luca De Martino

Collaboratore per quattro anni del quotidiano "Cronache di Napoli" come redattore di articoli di cronaca politica, bianca, economia, giudiziaria e nera. Collaboratore di blog e siti web in qualità di cronista.

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