REI: fra lotta alla povertà e inclusione sociale e lavorativa

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Il Governo ha approvato il decreto attuativo della legge delega per contrasto alla povertà, il REI. Il Reddito di inclusione dal 1 Gennaio 2018 sarà una legge dello stato. Potranno avvalersi del REI circa 500 mila famiglie in estrema difficoltà economica e quasi 1,8 milioni di poveri di cui un quarto minori; questi potranno ottenere un assegno mensile, che oscilla da un minimo di circa 190 euro ad un massimo di 490 euro mensili, in base al reddito e al numero di componenti del nucleo familiare. L’onere per lo Stato sarà di circa 2 miliardi.

Per La prima volta l’Italia ha una legge sulla povertà, il Reddito d’inclusione è un sostegno economico che si accompagna a servizi personalizzati per l’inclusione sociale e lavorativa. Il REI quindi non consiste in una misura assistenzialistica, cioè un beneficio economico passivo, bensì in un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali che accompagni il nucleo familiare verso l’autonomia economica. Sostenendo la famiglia beneficiaria ad un impegno nell’attivarsi socialmente e lavorativamente.

Per il finanziamento del REI è stato istituito il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, con un budget strutturale che nell’ultima legge di bilancio è stato portato a 1,7 miliardi dall’anno 2018. Con l’integrazione degli strumenti già esistenti, come SIA,ASDI e social card, l’ammontare delle risorse nel Fondo povertà si attestano a 1,845 miliardi a decorrere dal 2019, che, in parte,  restano a disposizione per rafforzare i servizi.

Il decreto legislativo, infine, prevede alcune importanti innovazioni:

  • viene introdotta una importante semplificazione per i cittadini, che dal 1°settembre 2018 accederanno alla dichiarazione ISEE precompilata; allo stesso tempo, ciò permetterà anche una maggiore fedeltà delle dichiarazioni;
  • si migliora la governance delle politiche sociali al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’integrazione tra i servizi;
  • si istituisce il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali, per migliorare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche e rafforzare i controlli.

Le risorse, Il PON e il SIA 2017

Con la creazione del Fondo Povertà si propone una svolta in merito alle risorse dedicate a combattere attivamente la povertà. 1 miliardo e 845 milioni di euro sono destinati al REI, incluse le risorse atte a rafforzare i servizi, a queste si aggiungono le risorse a carico del PON inclusione, dell’ammontare di 1 miliardo fino all’anno 2022, per un budget totale di 2 miliardi entro il 2019. Fino alla partenza effettiva del REI il Governo ha ridisegnato nella sua interezza il SIA (sostegno per l’inclusione attiva), già partito nelle grandi città metropolitane, rendendolo di fatto una misura “ponte” fino all’introduzione effettiva dello strumento.

Il Beneficio economico, i beneficiari e l’inclusione attiva

Il beneficio economico per le famiglie in difficoltà dipenderà da molteplici fattori: reddito familiare, numero di componenti e la soglia reddituale di accesso. La soglia per una persona singola è di 3000 euro ed è riparametrata sulla base del numero dei componenti familiari per mezzo della scala d’equivalenza dell’ISEE. Per esempio per un nucleo familiare di 4 persone corrispondono 7.380 euro. Il reddito familiare è quello «disponibile» adottato a fini: per ottenerlo, dal reddito lordo si sottraggono, tra le altre cose, le spese per l’affitto e il 20% del reddito da lavoro dipendente (fino ad un massimo di 3.000). Ad esempio, sempre nel caso del nucleo di 4 persone, assumendo un affitto mensile di 450 euro e un lavoro dipendente, la soglia d’accesso è compatibile con un reddito lordo di quasi 16.000 euro.

L’individuazione dei nuclei familiari che accederanno allo strumento avrà dei criteri piuttosto rigidi, infatti saranno presi in carico per primi i:

  • Nuclei con almeno un figlio minorenne
  • Nuclei con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne)
  • Nuclei con una donna in stato di gravidanza
  • Nuclei con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione (a seguito di licenziamento, ecc.)

Dunque, secondo le stime, nella prima applicazione del REI i beneficiari saranno circa 500 mila nuclei familiari, di cui 420 mila circa con minori. Le persone potenzialmente coperte dal REI sono complessivamente quasi 1,8 milioni, di cui 700 mila minori.  La dimensione media del nucleo familiare è pari a poco più di 3,5 componenti.

Il sostentamento economico, comunque, da solo non basta a far uscire una famiglia da una situazione di estrema indigenza, visto anche la natura stessa dello stato di necessità che molte volte ha più concause oltre al reddito basso. Il REI infatti prevede una politica di sostegno economico solo a patto di un’’adesione completa a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa.

È importante infatti agire su più fronti con una progettazione personalizzata degli interventi che determini i bisogni della famiglia e che possa far sì che si intervenga in modo mirato verso l’autonomia. In pratica si predispone un percorso in cui il sostegno venga dai servizi sociali, socio-sanitari e centri per l’impiego, che avranno la responsabilità di questi cittadini più fragili socialmente. Nel contempo la persona che fruisce di questo sostegno si attiva nei comportamenti che gli vengono richiesti. Al sostegno monetario quindi si accompagna un vero e proprio patto, in cui si individuano gli obiettivi e i risultati attesi, i sostegni necessari forniti dai servizi e gli impegni assunti dai membri del nucleo. La ricerca attiva del lavoro, il benessere sociale e sanitario dei membri della famiglia e la cura dei bisogni e dell’istruzione dei bambini saranno centrali nella stesura del progetto personalizzato per ogni nucleo familiare.

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