fbpx

Consulenti del lavoro: il perché dell’aumento dell’ occupazione femminile da record

Consulenti del lavoro: il perché dell’aumento dell’ occupazione femminile da record

Il tasso di occupazione fa registrare un dato record nel mese di Giugno con il 48,8%, mai così alto del 1977. Un dato che fa ben sperare ma che nasconde anche diverse insidie. Una percentuale che ha a che fare con il gap di retribuzione rispetto agli uomini, secondo  Simone Colombo, consulente del lavoro ed esperto di direzione del personale in outsourcing: “In primis le donne costano meno, dato rilevante ai fini di una valutazione oggettiva del livello di crescita globale del tasso di occupazione. La ripresa è comunque fisiologica, dal momento che all’ inizio del 2016 le aziende hanno fatto tutti i licenziamenti strutturali, ergo la ripresa era prevedibile”.

“Lo stesso vale – dice l’esperto – per le donne laureate, molto più ricercate perché, a parità di condizioni, avranno uno stipendio inferiore rispetto ai laureati di sesso maschile. Seconda ragione: le donne accettano favorevolmente un part time, tanto che, se le aziende hanno necessità di recuperare del personale a orario ridotto, è più semplice attingere da un bacino femminile”.

“Una ulteriore motivazione, che esula dalla selezione del personale – spiega – ma che ben si lega all’ evoluzione naturale del percorso di vita al femminile, è che ora la donna, dopo la maternità, torna più volentieri ad affacciarsi sul mercato del lavoro, specie dopo che i figli sono cresciuti ed è possibile dedicarsi nuovamente alla carriera”.

“È quindi disposta – afferma Simone Colombo – ad avanzamenti di carriera più lenti, o a non avanzare proprio, pur di tornare attiva, a differenza degli uomini che non si assentano per la maternità e non devono quindi pagarne lo scotto rimanendo indietro rispetto alle colleghe”.

“Il quarto motivo – prosegue l’esperto – è dovuto alla possibilità di stipulare contratti di inserimento per le donne che lavorano in aree con un tasso di livello occupazione femminile inferiore al 20% rispetto a quello maschile. Si tratta di una delle pochissime agevolazioni all’assunzione rimaste e interessa tipicamente in aree in cui il divario dell’occupazione per genere è statisticamente maggiore: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e alcuni comuni del Centro-Nord”.

“L’ultima motivazione – aggiunge poi – riguarda la tipologia di lavori richiesti, meno attinenti alle attività di ‘fatica’ e maggiormente rivolti al Terzo settore e ai servizi, attività in cui la differenza di genere è sempre più relativa e si tendono ad assumere più donne di una volta. Tornando alle rilevazioni Istat, il picco riguarda naturalmente anche i contratti a termine: il punto è che la situazione lavorativa è cambiata perché, a seguito del Jobs Act, i contratti a tempo determinato oggi consentono alle aziende di fare una prova di 3 anni grazie a un sistema di proroghe di 6 mesi in 6 mesi o di anno in anno, avendo l’opportunità di licenziare con maggiore semplicità”.

“Stesso discorso vale anche in parte per il tempo indeterminato, laddove è molto più semplice oggi licenziare, a vantaggio dell’azienda. Se quindi l’Istat ci fornisce qualche speranza da un lato, dall’ altro è importante andare a scavare in fondo alla questione: dal confronto europeo usciamo sconfitti con due punti percentuali più alti sul tasso di disoccupazione rispetto alla media dell’ Eurozona, in particolare rispetto alla Germania”, avverte Colombo.

L’esperto poi conclude:  “L’aumento dei contratti a termine (+37 mila), raggiungendo quota 2,69 milioni (il valore più alto dal 1992), evidenzia quale sia lo stato dell’arte, ossia che oggi il lavoro c’è ma è sempre più precario, mentre il lavoro autonomo di free lance e partite Iva è sceso ai minimi storici (5,3 milioni)”.

Sull' autore

Potrebbe interessarti anche

SINDACATI SU EQUITALIA

I sindacati del credito Fabi, First Cisl, Cgil, Ugl Credito e Uilca hanno scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo le sue dichiarazioni su Equitalia e

ACCADEMIA ALBERTINA ASSUME DIPLOMATI

L’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino ha indetto un concorso, per titoli ed esami, per la formazione di una graduatoria di idonei al profilo professionale di Assistente da utilizzare per l’eventuale copertura di

CONSULENTI LAVORO, IVA ANCHE DOPO CESSAZIONE ATTIVITÀ PROFESSIONALE

“I giudici della Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza 21 aprile 2016, n. 8059, hanno ritenuto tassabili, ai fini dell’Iva, i compensi riscossi dopo la cessazione dell’attività professionale e

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento