Caporalato, il capo della Mobile di Latina: “così si colpisce chi non rispetta le regole”

caporalatoQuelli di Latina sono solo gli ultimi arresti nell’ambito dell’operazione “Alto Impatto-freedom” attuata per combattere il caporalato in tutto il territorio nazionale. I due arresti, di padre e figlia imprenditori agricoli, sono alcuni fra decine di fermi in tutta Italia grazie alla legge Anti-caporalato che qualcuno giudica troppo repressiva, ma che comunque comincia a dare i suoi frutti. Il Capo della Mobile di Latina, Carmine Mosca, spiega che: “Su questo fronte  ci stiamo impegnando molto. E in meno di un mese abbiamo già arrestato cinque persone, tra imprenditori agricoli e responsabili di cooperative. Ora dobbiamo continuare a fare controlli, soprattutto in questo periodo in cui si lavora di più in agricoltura. Bisogna continuare su questa linea”.

Ancora Mosca ricorda che “giustamente il Ministero dell’Interno, in particolare la Direzione centrale anticrimine e il Servizio centrale operativo, hanno ritenuto di lanciare la campagna “Alto impatto” sul caporalato e lo sfruttamento del lavoro. Così ai primi di luglio abbiamo arrestato due gestori di un’azienda agricola che sfruttavano una decina di lavoratori indiani e una settimana fa altri tre imprenditori ”

“Le violazioni che abbiamo riscontrato al momento del controllo- sottolinea il Capo della Mobile– riguardavano la non osservanza delle norme contrattuali: invece di 40 ore settimanale ne lavoravano molte di più. In busta paga invece c’erano poche ore, in realtà prendevano il doppio ma lavoravano quattro o cinque volte tanto, con un risparmio previdenziale notevole, perché i contributi venivano versati solo in parte. E poi anche qui abbiamo trovato quello che riscontriamo spesso: quando l’alloggio per i lavoratori extracomunitari viene fornito dal datore di lavoro solitamente si tratta di fabbricati fatiscenti, container, cose molto arrangiate”

Il dirigente poi ci parla della nuova legge: “grazie alla nuova norma sul caporalato possiamo intervenire in maniera più efficace. E una legge fortissima. Adesso è possibile colpire l’imprenditore che usa i caporali, anche perché è più facile individuarlo rispetto ai cosiddetti “intermediari”, che spesso sfuggono. La legge, inoltre, ci consente l’arresto, addirittura obbligatorio se si accertano violenze e minacce nei confronti dei lavoratori. E davvero un ottimo strumento”

Sul problema della durezza di suddetta legge Mosca ci tiene ad aggiungere “Se qualcuno si lamenta vuol dire che funziona”. E infatti gli imprenditori-sfruttatori hanno messo in campo le contromisure. O almeno ci provano “Regolarizzano un terzo della prestazione di lavoro e quindi lo stipendio-così Mosca spiega i trucchi – ma tutto il resto è abusivo anche se pagato, evadendo i contributi previdenziali e pagando evidentemente la metà delle ore di lavoro rispetto a quelle del contratto nazionale. Piuttosto di pagare 9 euro e 45 l’ora previsti dal contratto nazionale, pagano 4 euro. E siamo punto a capo.”

La legge, anche se qualcuno la considera troppo repressiva, sta servendo al suo scopo di contrasto ad uno dei più orribili crimini legati al lavoro. L’auspicio e che si possa estirpare in questo modo questa piaga del settore agricolo italiano.

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