Cia: il settore agricolo migliora ma ha ancora margini di miglioramento

Cia: il settore agricolo migliora ma ha ancora margini di miglioramento
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Il settore agricolo italiano migliora ma non abbastanza velocemente. Questo è quanto dice la Cia a margine del convegno sulla Legge contro il caporalato, presentando dati numerici buoni ma con ancora margini di miglioramento. Lo conferma anche il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele che ha sostenuto che non ci sono un numero elevato di ispezioni perchè l’agricoltura non è tra i grandi evasori di contributi. In pratica c’è stato un notevole cambiamento in un settore che si sta ormai riprendendo.

Non si può dimenticare però l’operazione di ristrutturazione dei debiti contratti dalle aziende agricole con l’Inps per oltre 4 miliardi voluta dall’allora ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro per chiudere definitivamente un contenzioso pari solo a quello delle multe latte. La Confederazione degli agricoltori  riporta che l’ultimo relazione dell’Ispettorato nazionale del Lavoro (Inl) nel 2016 ha effettuato 8.054 accessi ispettivi e l’agricoltura è risultato il settore con le migliori perfomance.

Per quanto riguarda gli infortuni, nei cinque anni che vanno dal 2011 al 2015, i numeri risultano migliori rispetto ad atri settori. I dati, comunque, non sono positivi sotto tutti gli aspetti. Da uno studio della Uil sui sopralluoghi del ministero del Lavoro si evince che l’agricoltura (nel 1 semestre 2016) risulta il settore con la più alta incidenza di aziende irregolari (66%). E anche una recente determina dell’Inps sulle strategie dell’attività ispettiva ha denunciato il “particolare allarme sociale” dovuto “al persistere del fenomeno del caporalato”. Il report ha registrato anche che in molte regioni il ricorso al lavoro irregolare che in agricoltura ha assunto “i connotati di un fenomeno strutturale, spesso a causa della crisi economica che ha colpito i piccoli imprenditori agricoli per i quali dunque diventa più conveniente ricorrere al lavoro irregolare, in tutto o in parte, per avere margini di guadagno più consistenti”.

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