Scarso rendimento : licenziamento possibile ?

Come si vede, la Corte ha esaminato il problema non dal “lato malattia” ma sotto un profilo diverso che è quello dello “scarso rendimento” non più soltanto correlato ad una presenza in azienda alla quale corrisponde una prestazione oltremodo inferiore rispetto a quella usuale degli altri dipendenti con le medesime condizioni psico-fisiche, ma alla valutazione della prestazione complessiva dell’attività del dipendente che non adempie esattamente la propria obbligazione e che, nel comportamento, ci mette molto del proprio sul piano della negligenza.

La fattispecie del licenziamento per “scarso rendimento” è abbastanza comune nella casistica, qualificandosi come recesso per giustificato motivo soggettivo, correlato all’inadempimento non diligente della prestazione lavorativa, così come previsto dall’art. 3 dalla legge n. 604/1966. Esso è validamente dimostrato allorquando un  determinato rendimento sia stato raggiunto dalla maggior parte dei dipendenti ed il minor rendimento del lavoratore, non determinato da situazioni afferibili a forza maggiore, sia tale da costituire un notevole inadempimento.

Nel caso di specie la strada individuata dalla Corte di Cassazione è, indubbiamente, nuova in quanto sembra individuare una ipotesi di “ scarso rendimento ” parzialmente diversa dal passato, soprattutto perché “salta” ogni questione relativa alla veridicità delle certificazioni mediche a supporto dell’assenza.

Un piccolo commento si rende necessario: se questo orientamento si consoliderà nella giurisprudenza di merito, probabilmente la vita si presenterà più dura, in futuro, per coloro che sono “assenteisti di professione”. E’ questo un fenomeno che, in determinati contesti è abbastanza diffuso (si pensi, alle assenza reiterate, ovviamente supportate da certificazioni mediche) in occasione di “momenti strategici” come i lavori stagionali nei campi: il fenomeno è, indubbiamente, presente nel settore privato ma è nel pubblico, ove per una certa “accondiscendenza” legata anche alla mera regolarità formale del certificato medico ed alla successiva visita di controllo attraverso la struttura pubblica che si crea un “circuito perverso”, che il fenomeno si dimostra nel suo maggiore spessore. Ci vorrebbe un “vero” cambio di passo ma questo, dipenderà, soprattutto, dalle scelte strategiche delle varie Amministrazioni e, soprattutto, da un nuovo modo di approccio alla gestione del personale.

Pages: 1 2

Sull' autore

Eufranio Massi
Eufranio Massi 269 posts

E' stato per 40 anni dipendente del Ministero del Lavoro. Ha diretto, in qualità di Dirigente, le strutture di Parma, Latina, i Servizi Ispettivi centrali, Modena, Verona, Padova e Piacenza. Collabora, da sempre, con riviste specializzate e siti web sul tema lavoro tra cui Generazione vincente blog.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

L’apprendistato , senza limiti di età, per i disoccupati [E.Massi]

Tra le poche novità inserite dal Legislatore delegato in materia di apprendistato professionalizzante, all’interno del D.L.vo n. 81/2015, c’è quella che consente ai datori di lavoro di assumere disoccupati, senza

Assegno di Ricollocazione e Bonus Rioccupazione: i chiarimenti dell’Inps [E.Massi]

Assegno di Ricollocazione e Bonus Rioccupazione A 19 mesi dall’entrata in vigore della norma che consente, a determinate condizioni, ai lavoratori dichiarati eccedentari nel corso di interventi straordinari di integrazione

Il pagamento di retribuzioni e compensi tra nuovi oneri, tracciabilità e controlli ispettivi [E. Massi]

Parlando delle novità introdotte con la legge n. 205/2017, ho già avuto modo di soffermarmi sui nuovi oneri per i datori di lavoro e sugli obiettivi che il Legislatore si

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento