Società a controllo pubblico: stop a buonuscite manager

Società a controllo pubblico: stop a buonuscite manager
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Per le società a controllo pubblico c’è tempo fino al 31 Luglio per mettersi in regola con le nuove norme del decreto Madia. Entro la fine del mese le partecipate di Stato dovranno predisporre i propri statuti introducendo le norme che prevedono “il divieto di corrispondere trattamenti di fine mandato”, di inserire “gettoni di presenza o premi di risultato deliberati dopo lo svolgimento dell’attività” ad amministratori e altri componenti.

Il giro di vite prevede l’impossibilità di creare nuovi organi, l’accentramento delle deleghe e “l’esclusione della carica di vicepresidente”, laddove fosse necessaria questa figura non si possono avere “compensi aggiuntivi”. Le nuove norme non riguardano comunque le società quotate o che hanno avviato l’iter di quotazione.

La riforma del ministro Madia sulle partecipate statali stabilisce anche che i manager delle società a controllo pubblico non possano essere dipendenti delle amministrazioni pubbliche controllanti e vigilanti. Inoltre non saranno previste indennità al di fuori di quelle che garantiscono la Legge e i contratti. Senza dimenticare poi il “principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di un terzo”, quindi del 33%, da calcolare sul totale delle nomine effettuate in corso d’anno.

Il termine del 31 luglio per l’adeguamento degli Statuti potrebbe anche non essere considerato perentorio, ma si abbina ad un’altro impegno, l’iscrizione ad un elenco, tenuto dall’Anac, delle amministrazioni che fanno affidamenti diretti. L’inserimento nella lista, obbligatorio da settembre per chi vuole procedere con l’affidamento in house, è subordinato a una serie di verifiche tra cui anche il controllo degli statuti delle partecipate. .

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