Ape social: incontro governo-sindacati per modifiche

Ape social: incontro governo-sindacati per modifiche
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Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha in programma la settimana prossima un incontro con Susanna Camuso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo, rispettivamente segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Il Governo preme per l’attuazione della cosiddetta ‘Fase 2’ della riforma pensionistica.

Argomento dell’incontro sarà il vaglio di alcune modifiche all’Ape sociale, il meccanismo che permette di anticipare la pensione a 63 anni per chi svolge lavori “usuranti” e ha almeno 30 anni di contributi. I sindacati da tempo chiedono che il bacino d’utenza di chi ha diritto alla prestazione pensionistica anticipato con il sostegno finanziario da parte dello Stato vengano ampliate. Si vorrebbero annettere anche gli assistenti sociali e educatori, gli addetti al sistema sanitario pubblico, privato e accreditato che svolgono lavori su turnazione o di assistenza a persone non autosufficienti e Polizia Locale.

Fra le novità potrebbe esserci una “deduzione” contributiva di tre anni alle donne per poter accedere al beneficio. Allo studio, ovviamente, anche l’annosa questione del congelamento dello scatto a 67 anni dell’età di pensionamento che partirebbe dal 2019. II Governo ha rimarcato che lo stop per tutti non è una possibilità fattibile, ma ha aperto ad una “distinzione” in base alle diverse aspettative di vita legate ai differenti lavori. Una declinazione potrebbe essere quella di congelare lo scalino proprio per le categorie che rientrano tra quelle beneficiate dall’Ape sociale. In realtà il governo vorrebbe usare dei criteri diversi, anche per non allargare troppo “l’eccezione”.

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera interviene così sull’incontro: “Gli argomenti cruciali da affrontare – chiarisce – sono: la pensione contributiva di garanzia, che dovrebbe assicurare alle giovani generazioni del lavoro discontinuo e scarsi contributi un risultato previdenziale dignitoso; il rinvio dell’innalzamento dell’età pensionabile che, in assenza di un intervento normativo, la porterebbe a 67 anni a partire dal 2019”.

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