Confindustria: ripresa frenata da bassa occupazione e fuga dei giovani

Confindustria: ripresa frenata da bassa occupazione e fuga dei giovani

“Bassa occupazione ed emigrazione dei giovani stanno riducendo molto il potenziale di crescita”. A sottolineare l’effetto negativo della fuga dei cervelli sulla crescita economica del Paese è la Confindustria, nella Congiuntura flash mensile sull’andamento della crescita.

Secondo l’organizzazione degli industriali ci sono comunque molti segnali positivi rilevati sia in Italia che da osservatori europei: “Prosegue l’espansione dell’economia e del commercio mondiali. I ritmi rimangono i più alti dall’inizio della crisi, grazie al contributo congiunto di economie avanzate ed emergenti. Particolarmente elevata è la dinamica dell’Area euro. L’andamento degli ordinativi, soprattutto nel settore manifatturiero, preannuncia a livello globale una buonacrescita dell’attività produttiva nel corso dell’estate”.

In un quadro generale restano “rischi e incognite” rilevati anche dalla Banca d’Italia “che generano dubbi sulla solidità e durata delle attuali tendenze”. L’incertezza politica “che si traduce in scarsa visibilità sull’orizzonte delle decisioni di politica economica che verranno assunte dai governi” è la prima voce annotata da Confindustria, che da qualche tempo chiede ad esempio di confermare gli incentivi di Industria 4.0 agli investimenti. Ma non mancano, anzi sono fondamentali, le variabili estere “ è la prima voce annotata da Confindustria, che da qualche mese chiede a gran voce per esempio di confermare gli incentivi di Industria 4.0 agli investimenti.

Ma non mancano, anzi sono fondamentali, le variabili estere “a cominciare dagli Usa, su molteplici fronti: dal commercio estero (nonostante l’atteggiamento sia diventato più pragmatico) alle misure di bilancio (con la maggioranza repubblicana divisa). Per proseguire con la Cina, dove si prospetta una maggiore severità nei comportamenti finanziari e si rinfocolano così i timori di atterraggio duro su un sentiero di sviluppo più basso. Per finire con l’Europa, nella quale da un lato c’è l’esito della Brexit (il negoziato appena partito ha ribadito le grandi difficoltà da superare) e dall’altro c’è la necessità del rilancio della governance dell’Eurozona, posto che a conclusione del ciclo elettorale le politiche di bilancio torneranno a orientarsi verso la riduzione dei disavanzi in molti paesi”.

Nel complesso il nostro Paese, “rimane ben ancorata alla ripresa mondiale, seppure in posizione di inseguitrice. Per l’avvicinamento al gruppo di testa rimane cruciale il passaggio di una manovra d’autunno che punti sul rafforzamento degli investimenti e sul lavoro giovanile. Bassa occupazione ed emigrazione dei giovani stanno riducendo molto il potenziale di crescita”.

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