Cia : buona la legge contro il caporalato ma attenti alla “caccia alle streghe”

break_news-14A margine del convegno promosso dalla Cia , confederazione italiana agricoltori, al quale hanno partecipato il Ministro del Lavoro Poletti e il Ministro della Giustizia Orlando. Uno dei temi caldi del convegno è stato quello del cosiddetto ‘caporalato’, di cui, ad un anno dalla legge che ne combatte la diffusione e l’agire, si fa il punto per trovarne pregi e difetti legislativi. Rivedere gli indici di sfruttamento del lavoro, operando una distinzione tra reati gravi e violazioni formali della legislazione sul lavoro e concentrando l’aspetto repressivo sulla figura dell’intermediario. Questo è un modo di proteggere anche le aziende,più di un milione, che sono sane e trasparenti rispetto a pochi casi in cui si fa uso di questo metodo criminale.

La Cia è sicura che la legge, così come è scritta, consenta l’applicazioni di sanzioni non commisurate al tipo di reato compiuto dagli imprenditori. La mancata distinzione tra reati gravi/gravissimi e violazioni, anche solo meramente formali, della legislazione sul lavoro e della contrattazione collettiva determinerebbe, secondo l’organizzazione, una totale discrezionalità da parte sia degli ispettori del lavoro sia della magistratura. Presupposto per cui gli aspetti penali dovrebbero orientarsi sulla figura dell’intermediario, che opera sia come soggetto artificiosamente proprietario di terreni e titolare di imprese oppure come soggetto che gestisce illegalmente il mercato del lavoro.

“Non si può mettere sullo stesso piano chi recluta e sfrutta la manodopera e chi commette un’infrazione amministrativa”- ha dichiarato il presidente Cia Dino Scanavino. “Abbiamo voluto questo convegno, per testimoniare come la quasi totalità degli agricoltori operi nella trasparenza e nella piena legalità svolgendo un ruolo produttivo, sociale e educativo centrale per il sistema paese nel suo complesso”. 

Il Ministro Poletti aggiunge poi:- L’agricoltura ha una legge importante da molti punti di vista contro il caporalato, certamente per la repressione. Oggi abbiamo uno strumento in più che va usato in maniera saggia e intelligente” mentre il guardasigilli chiarisce”Non torniamo indietro sulla legge, però è giusto monitorare la sua applicazione nel caso emergano criticità. Gli agricoltori vanno aiutati a stare dentro le regole”.

Martina, capo della Segreteria tecnica del ministro, riguardo al convegno, ha concluso: “La nostra è una legge giusta è necessaria, perché tutela i diritti dei lavoratori e quelli delle imprese oneste. E un punto di partenza, ora dobbiamo avanzare nell’attuazione di alcuni strumenti come la Rete del lavoro agricolo di qualità e in una nuova intermediazione tra datori di lavoro e lavoratori”.

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