“Furbetti del cartellino”, al via procedura licenziamento rapido

“Furbetti del cartellino”, al via procedura licenziamento rapido
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Si prospettano tempi durissimi per i cosiddetti “Furbetti del cartellino”, infatti, i dipendenti pubblici che strisciano o fanno strisciare i propri badge e poi si dileguano dal posto di lavoro avranno una vita durissima con la chiusura, almeno dal punto di vista legislativo, del tira e molla con la Corte Costituzionale per la Legge sul licenziamento veloce. Ieri, infatti, il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia, in attuazione della legge delega di riforma della pubblica amministrazione (la numero 124 del 2015).

In buona sostanza, il decreto varato ieri è un provvedimento che integra e corregge il primo decreto legislativo sui licenziamenti disciplinari nella pubblica amministrazione, approvato il 20 giugno 2016. Il primo testo, infatti, fu oggetto di un duro esame della Corte Costituzionale che ne bocciò i decreti attuativi per le deleghe fatte dal Ministro Madia, effettuati senza la consultazione delle Regioni che non ne diedero il via all’ unanimità.

Il provvedimento, che questa volta ha avuto l’intesa della conferenza Stato-Regioni, riguarda alcuni passaggi della procedura di licenziamento (obbligo per le pubbliche amministrazioni di comunicare all’Ispettorato per la funzione pubblica l’avvio, la conclusione dei procedimenti disciplinari e il relativo esito). Si è previsto inoltre, al fine di consentire un efficace e opportuno controllo, che gli atti riguardanti i procedimenti disciplinari e gli eventuali licenziamenti siano comunicati da ogni amministrazione, per via telematica, all’Ispettorato per la funzione pubblica entro venti giorni dalla loro adozione. Per il resto la struttura della riforma è confermata.

Gli assenteisti saranno sospesi in via precauzionale dal servizio, senza retribuzione, entro 48 ore dalla scoperta del falso attestato di presenza. Se il reato verrà confermato, il licenziamento scatterà nel giro di 30 giorni, durante i quali il lavoratore potrà esercitare il proprio diritto di difesa. Il dipendente licenziato sarà inoltre denunciato all’autorità giudiziaria per i danni causati all’immagine della pubblica amministrazione. Le sanzioni sono previste anche per gli organi di controllo che non denunceranno il fatto avvenuto.  Per i dirigenti inadempienti ,infatti,  si delinea la responsabilità civile solo per dolo e colpa grave. Il dirigente rischia comunque a sua volta il licenziamento nel caso di omessa sospensione immediata dal servizio (entro le 48 ore) del dipendente colto sul fatto e che non attiva il procedimento disciplinare nei suoi confronti.

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