Nuovi voucher, differenze per il settore agricolo

Nuovi voucher, differenze per il settore agricolo
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L’abrogazione dei voucher Inps 2017, è avvenuta per effetto del decreto legge n. 25 del 17 marzo 2017, che ha previsto l’abolizione degli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act, contenenti le regole e la disciplina per l’utilizzo dei buoni lavoro Inps.Con lo stesso decreto, si è poi ravvisata l’eventualità per i committenti, di acquisire gli ultimi buoni lavoro entro il 17 marzo 2017 con l’obbligo di utilizzarli entro il 31 dicembre 2017.Con l’entrata in vigore di questo decreto, è stata quindi ufficializzata l’ cancellazione dei voucher Inps 2017 e evitato il referendum del 28 maggio 2017 proposto dalla CGIL.

Con la nuova manovra correttiva 2017, il governo, ha introdotto i nuovi voucher Inps che prendono il nome di PrestO 2017 per le imprese, il Libretto Famiglia per le famiglie e la nuova comunicazione INPS lavoro occasionale 2017.A partire dal 10 luglio 2017, si possono comprare i nuovi voucher PrestO 2017.

PrestO potrà essere adoperato anche nel settore agricolo, senza limiti sul tipo di attività e rispetto al volume di affari dell’azienda ma con i limitazioni economiche di 5mila euro complessivi nell’anno civile, di cui 2500 euro per ogni lavoratore impiegato.

Oltre a ciò il contratto potrà essere stipulato dagli imprenditori determinate categorie di persone:

  • pensionati sia di vecchiaia che di invalidità
  • studenti fino a 25 anni iscritti a istituti o università
  • disoccupati e  percettori di integrazioni al reddito
  • che non siano stati iscritti l’anno precedente all’elenco dei lavoratori agricoli
  • che non abbiano avuto rapporti di lavoro dipendente con la stessa azienda negli ultimi sei mesi.

Per quanto riguarda il comparto agricolo resta ferma la particolarità del compenso orario per il prestatore di lavoro che non è quella fissata per  gli altri utilizzatori ( 9 euro netti a cui vanno sommati i versamenti alla Gestione separata e all’Inail 33% e 3,5%) piuttosto quella fissata dai contratti di lavoro collettivi stipulati con le organizzazioni sindacali più rappresentative, che in agricoltura possono essere diversificati anche a livello provinciale.

Anche la comunicazione preventiva obbligatoria all’INPS dell’attuazione della prestazione lavorativa ha una formulazione specifica per il comparto agricolo, infatti, si richiede che il datore di lavoro la effettui almeno un’ora prima dell’inizio dell’attività indicando solo la durata della prestazione con riferimento ad un periodo di tempo che va fino a tre giorni e non anche la data e l’ora di inizio e fine della prestazione, come negli altri settori.

In sostanza, però, permangono due incertezze nella formulazione della norma che riguardano: la prestazione minima  fissata a 4 ore di lavoro e il limite massimo per l’azienda di 5 dipendenti, dei quali non è chiaro se siano applicabili anche al settore agricolo . Il problema  potrà essere chiarito presumibilmente da successivi documenti della stessa Inps .

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