Domani indetto nuovo sciopero dei trasporti locali

Domani indetto nuovo sciopero dei trasporti locali
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Ennesima giornata di passione si aspetta domani, 6 Luglio, per lo sciopero generale dei trasporti locali in tutto il territorio nazionale. Le sigle sindacali  Usb, Sul e Faisa Confail hanno indetto lo sciopero come quello che meno di un mese fa ha paralizzato lo stivale da Nord a Sud. In quella occasione i disagi per i cittadini furono tanti e di non poco conto, questo è quello che paventa anche il Ministro dei trasporti Giuliano Delrio che dice -“Bisogna evitare che una minoranza tenga in ostaggio una maggioranza di cittadini”, chiedendo anche che si proceda con il Ddl di riforma sulla legge che regola il diritto allo sciopero.

Dal canto suo il Garante degli Scioperi Giuseppe Santoro Passatelli crede che sia finalmente giunto il momento di cercare di arginare un problema che molto più spesso sta mettendo in grave difficoltà la cittadinanza, indicando la necessità di una nuova regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali basata sulla rappresentatività dei sindacati –  “Senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero – ha detto Santoro Passarelli  – sarebbe opportuno collegare il potere di proclamazione dello sciopero, nel settore dei servizi pubblici essenziali, al raggiungimento di parametri di rappresentatività”.

Difatti in occasione dello sciopero del 16 Giugno le maggiori città italiane si sono trovate in grandi difficoltà nonostante le adesioni che non raggiungessero il 40% in media. Ma la verità è che la riforma, da molti invocata, è ferma perché le forze politiche stentano a trovare un accordo. Al Senato sono stati depositati da oltre un anno tre progetti di legge, uno a firma del presidente della Commissione Lavoro Maurizio Sacconi (Ncd), uno da parte del giuslavorista Pietro Ichino (Pd) e l’altro da parte di Aldo Di Biagio (Ap). “Ho messo a punto un testo unificato, dal momento che si tratta di progetti di legge molto simili dal punto di vista dei contenuti – spiega Sacconi – ne abbiamo poi anche discusso in commissione Lavoro e Affari Costituzionali, ma da parte degli esponenti del Pd è arrivata la richiesta di rinviare la discussione”.

“Tutti dichiarano di essere d’accordo su una riformulazione della rappresentatività, anche la Cisl e la Uil – dichiara il senatore Pietro Ichino (Pd), giuslavorista – c’è un consenso molto ampio sul principio di democrazia sindacale per cui nel settore dei trasporti lo sciopero dovrebbe essere proclamato solo da chi abbia un minimo di iscritti. A questo consenso generale poi però non corrisponde un’adeguata spinta sul piano parlamentare, e i disegni di legge sono al momento fermi, pur essendo stati incardinati, ed essendosi svolte le audizioni. C’è uno scollamento tra le dichiarazioni dei vari esponenti politici, e la disponibilità effettiva. Ed è una responsabilità diffusa”.

Mentre si attende la riforma della legge la nazione continua ad essere alla mercè di sigle sindacali che, seppur numericamente rappresentino una minoranza dei lavoratori, proclamano scioperi a raffica per la “gioia” della cittadinanza

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