Agronomia 2.0: nuove figure per le imprese agricole del futuro

Agronomia 2.0: nuove figure per le imprese agricole del futuro
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Le imprese agricole stanno facendo grandi passi avanti nell’innovazione e nel costituire un nuovo modo di concepire il mondo agricolo. Giovani uomini e donne, queste ultime in lento ma continuo aumento, sono proiettati al futuro e al rinnovamento per rispondere alle esigenze di un mercato agricolo in continua evoluzione. Parliamo di oltre 20.000 professionisti tra dottori agronomi e forestali il cui identikit emerge dagli studi di Conaf (Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali), che da oggi all’8 luglio terrà a Perugia il suo XVI Congresso nazionale. Sono esperti del settore che non hanno timore di sperimentare e provare le nuove tecnologie e modalità per portare linfa vitale in un settore che è in continua espansione.

Negli ultimi dieci anni, infatti, sono aumentati i giovani in agricoltura, per cui anche il professionista si trova a influire in un ambiente più allettante verso le innovazioni, la ricerca e le tecnologie. Le startup agricole che sono state create sono più di 12 mila nel 2016, con proprietari che vanno dai 25 ai 30 anni e che quindi approcciano al lavoro in modo completamente differente rispetto al passato.

Andrea Sisti, presidente Conaf, spiega -“nelle università e nei centri di ricerca italiani e stranieri ogni giorno vengono fatti studi e analisi che possono migliorare il modo in cui gli agricoltori fanno il loro lavoro”. “Spesso però – osserva – l’innovazione rimane nel cassetto perché manca il trasferimento di conoscenze dal mondo della ricerca al campo. Da questo punto di vista, il consulente può essere quel ponte in grado di rendere il settore primario italiano innovativo e dunque competitivo”.

“In questo contesto – continua il presidente – la figura professionale del dottore agronomo e del dottore forestale assume il ruolo centrale di facilitatore, spesso in conflitto tra il mondo della ricerca e quello delle professioni, realtà entrambe che possono intravedere nella nostra categoria le giuste e competenti figure professionali a supporto del dialogo con le imprese agro-silvo-pastorali e con gli enti pubblici”.

L’agronomo, quindi, cambia pelle diventando in pratica un’innovation broker, una figura attenta a tutti gli aspetti che possono dare un contributo reale alla progettazione integrata europea, ma anche ai Piani di sviluppo rurale.

Il Conaf sta investendo molto su queste tematiche, fornendo attraverso le federazioni regionali, e attraverso una serie di documenti redatti negli ultimi anni, uno strumento concreto sul territorio nazionale per la creazione dei Gruppi operativi dell’innovazione (Goi), strumento operativo nei territori di produzione e a supporto delle filiere produttive per captare in maniera concreta fabbisogno e offerta di innovazione per la crescita delle imprese e dell’intero settore agricolo.

Al Congresso si dibatterà molto di modalità di utilizzo dei paesaggi e del suolo, sulla programmazione degli interventi e delle attività umane, visto anche i grandi disastri che hanno colpito il paese. Saranno più di 600 tra professionisti esperti e ricercatori che si confronteranno sui modelli di gestione e sviluppo agricolo e forestale.

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