Esenzione Imu per gli imprenditori agricoli professionali

Esenzione Imu per gli imprenditori agricoli professionali

La Corte Tributaria regionale dell’ Emilia Romagna ha sentenziato che le imprese agricole con la qualifica di “imprenditore agricolo professionale sono completamente esentati dal pagamento dell’ Imu. La storica sentenza ha riempito un buco normativo che aveva già creato un periodo di incertezza e un contenzioso tra il Ministero per le Politiche Agricole e i Comuni che avrebbero voluto riscuotere l’imposta.

Stefano Calderoni, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara è molto soddisfatto: “L’esenzione dal pagamento Imu per le Società Agricole era chiara per il Ministero ma non sempre applicata in concreto – rivela Calderoni – la norma stabilisce che le società di persone possono avere la qualifica di Iap come proprietarie o conduttrici di aziende agricole e dunque usufruire dell’esenzione. Il problema è l’iscrizione all’ Inps che riguarda le persone e non le società e questo rende la norma “interpretabile” e provoca difficoltà nella verifica dei requisiti per l’esonero. Questa sentenza arriva, infatti, in un momento particolarmente significativo perché si stanno facendo molti accertamenti sulle posizioni fiscali delle società agricole, che finiscono quasi sempre per negare le agevolazioni”.

A parere del presidente della Cia ci sono, però, ancora delle figure che sono tenute a pagare l’imposta e che non dovrebbero: i coadiuvanti agricoli e i proprietari che concedono in affitto i terreni. In questo caso la norma dovrebbe subire una modifica immediata. Nei mesi scorsi l’Anci ha chiesto ai Comuni di far pagare l’Imu ai soggetti che non possiedono il requisito oggettivo del “possesso e conduzione” di terreni agricoli, andando contro alle direttive ministeriali.

“Proponiamo che siano esentati dal pagamento i proprietari di terreni che affittano ai giovani under 40, per favorire il necessario ricambio generazionale. Siamo consapevoli – conclude Stefano Calderoni– che quei proprietari non conducono più direttamente il fondo ma questo indirizzo finisce per penalizzare i giovani agricoltori, che spesso iniziano l’attività proprio attraverso l’affitto del terreno. Se i proprietari pagano l’Imu, questo onere fiscale finisce con l’incidere sul canone d’affitto”.

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