Rapporto UIL: serve una riforma della cassa integrazione

Rapporto UIL: serve una riforma della cassa integrazione
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Il V rapporto UIL sulla cassa integrazione mostra come la lenta ripresa dell’occupazione in Italia è frutto di profonde contraddizioni all’ interno del tessuto economico del paese. Per questo il sindacato chiede una profonda riforma degli ammortizzatori senza la quale la Cig non reggerebbe all’ urto della pioggia di esuberi.

Da una parte, infatti, annota il Servizio Politiche del Lavoro del sindacato, “i dati Inps sulle attivazioni dei rapporti di lavoro segnalano la presenza di imprese sane che assumono, seppur con prudenza”, ma dall’altra, dice esaminando i dati sulla cassa integrazione, “sembra sia ancora in atto una selezione darwiniana delle imprese, con parte del sistema produttivo in difficoltà”.

A maggio, infatti, dopo mesi di diminuzione, i dati sulla cassa integrazione segnano, rispetto ad aprile, una risalita della domanda di cassa integrazione straordinaria (+99,2%) e ordinaria (+45%) che si aggiungono le ore richieste al Fondo di integrazione salariale (16,3 mln) delle quali, ad oggi, ne sono state approvate solo il 44,7% anche a causa dei ritardi nella lavorazione delle pratiche, che superano i 200 giorni. In dirittura di arrivo invece per la cassa integrazione in deroga che, con 1,4 milioni di ore autorizzate, subisce un calo del 31,9% rispetto ad aprile. Questi dati, si legge ancora nel Report, – “portano a considerare questi ammortizzatori un vero argine ai licenziamenti che, di converso, nel primo quadrimestre diminuiscono soprattutto tra quelli per motivi economici”.

Per la sigla sindacale, dunque, “resta necessaria una rapida scelta politica che riconosca l’urgenza di non ridurre la protezione sociale e che, nel contempo, affronti con coraggio e risorse la questione del rafforzamento della rete delle politiche attive, come unico strumento per la ricollocazione delle persone espulse dal sistema produttivo”. In buona sostanza, ripete la Uil “è urgente una “riforma della riforma” degli ammortizzatori, non “per un generico ritorno al passato (cassa integrazione illimitata nel tempo)”, ma per costruire strumenti utili, sostenibili e flessibili per gestire, innanzitutto, le ancora troppe, e molte non famose, crisi aziendali. “Senza queste prospettive l’ombrello, ancora utilissimo, della cassa integrazione, specie quella straordinaria, rischia di non reggere l’urto di una pioggia di esuberi in molte aziende”.

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