Giovani neoassunti, nessun contributi per i primi due anni

Giovani neoassunti, nessun contributi per i primi due anni

Il Governo sta studiando un intervento per i Giovani neoassunti , quello di defiscalizzazione del lavoro per i primi due anni in azienda. Il motivo della proposta è un dossier fatto uscire la settimana scorsa dall’Istat, un dossier sulla “Redistribuzione del reddito in Italia”, una simulazione statistica creata ad hoc dall’istituto per mostrare la disuguaglianza della distribuzione del reddito in tutto il paese. L’indicatore principe di questo studio è il coefficiente di Gini, che appunto è il metodo usato in tutto il mondo per far emergere dati sull’equità del reddito. In pratica se l’indice è uguale a zero c’è il massimo dell’equità, se invece, tende a 100 c’è il massimo della disuguaglianza. Per la prima volta l’Istat ha usato il coefficiente in Italia, ed ha preso in considerazione le misure di redistribuzione del reddito: il bonus da 80 curo, l’aumento della quattordicesima per i pensionati e il Sia, il sostegno all’inclusione attiva.

Il risultato è che l’intervento pubblico ha ridotto l’indice di diseguaglianza di 15,1 punti, cioè da 45,2 a 30,1, e che le tre misure simbolo della legislatura hanno avuto un impatto positivo sia sull’equità sia riducendo il rischio di povertà. Il problema, però, è che l’eventualità di una condizione di povertà è diminuita per tutti tranne che per i giovani. Infatti tutti i provvedimenti fino ad oggi presi sono rivolti a chi è già nel mondo del lavoro (gli 80 euro) e per i pensionati (la quattordicesima). Il Governo ha deciso che la prossima Legge di Stabilità sarà tutta a favore dell’inserimento lavorativo giovanile. L’ipotesi alla quale si sta lavorando, è una defiscalizzazione totale per i giovani neo assunti, fino ai 35 annidi età, che sarebbe valida per i primi due anni del contratto. Un taglio di 4 punti del cuneo fiscale che grava sul costo del lavoro su cui i giovani neo assunti potranno contare per tutta la vita lavorativa. Due punti per ridurre il costo del lavoratore per l’impresa, e altri due punti per aumentare direttamente la busta paga del lavoratore.

L’intervento potrebbe sottostare alla disponibilità economica della finanza pubblica, infatti, è al vaglio una gradualità temporale della manovra. Si potrebbe, per esempio, partire da una defiscalizzazione del 50% per i primi due anni e un taglio strutturale di due punti percentuali, per poi renderla completa negli anni successivi.

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