Rafforzata la flexsecurity grazie al nuovo contratto collettivo nazionale per le agenzie per il lavoro

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Il 27 febbraio 2014 è stato firmato il contratto collettivo nazionale di lavoro per la categoria delle Agenzie per il Lavoro, che è già entrato in vigore a far data dal 1 gennaio 2014 e manterrà la sua validità per i prossimi tre anni. Il contratto è il frutto delle buone relazioni industriali che da sempre contraddistinguono il settore della somministrazione di manodopera e che hanno consentito di farne l’unico settore in Italia in grado di offrire tutele e garanzie realmente efficaci ai lavoratori a valere esclusivamente sulla bilateralità di settore, senza alcun apporto di capitali pubblici.

Una prima ottima notizia per tutte le aziende che fanno utilizzo di somministrazione di manodopera è che è stata confermata la procedura sindacale espressamente dettata per il caso di “mancanza di occasioni di lavoro” da proporre ai lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle agenzie per il lavoro. Tale procedura, inserita per la prima volta nell’art. 23 bis del CCNL per le agenzie di somministrazione di lavoro del 24.07.2008, esce dal giro di contrattazioni ulteriormente rafforzata e meglio delineata, essendo evidente lo sforzo che hanno profuso le parti sociali per fornire soluzioni semplici a questioni non del tutto risolte dall’originaria formulazione della norma. La cd. “procedura ex art. 23 bis” è e resta un esempio illuminato di flessibilità in uscita concordata e garantita.

Tale norma, infatti, sin dal 2008 ha imposto alle agenzie per il lavoro che non siano più in grado di mantenere alle proprie dipendenze uno o più lavoratori assunti a tempo indeterminato per mancanza di occasioni di lavoro, l’obbligo di attivare una procedura di confronto sindacale, volta a favorire l’individuazione di nuove opportunità di lavoro e la definizione di un accordo (tra sindacati, agenzia e rappresentanze datoriali) per la promozione di politiche attive idonee a favorire percorsi di riqualificazione e continuità occupazionale della durata di sei mesi (sette per i lavoratori ultracinquantenni). Per tutta la durata del percorso, ai lavoratori viene corrisposta l’indennità di disponibilità che, prevista in origine parzialmente a carico della bilateralità, è poi concretamente stata erogata interamente a spese delle agenzie. Si tratta di uno strumento straordinario. In caso di mancanza di opportunità di lavoro il dipendente non viene abbandonato, come pure spesso accade allo spirare di un ordinario contratto di lavoro a tempo determinato, ma ottiene, al contrario, il sostegno di tutti i principali attori del mercato (Agenzie per il Lavoro, Associazioni di Categoria, Enti Bilaterali) che concorrono, tutti insieme, alla realizzazione di un percorso virtuoso finalizzato esclusivamente al reimpiego: flessibilità tutelata e garantita, appunto.

Solo al termine del percorso di riqualificazione, nel caso in cui ancora dovesse permanere lo stato di “inoccupabilità”, l’agenzia può procedere al licenziamento del lavoratore per giustificato motivo oggettivo con preavviso. In buona sostanza le parti sociali, allargando oltre modo le tutele riconosciute in favore dei lavoratori in stato di “inoccupabilità”, hanno pure tipizzato, di comune accordo, un’ipotesi concordata di giustificato motivo oggettivo di licenziamento. Tale ipotesi ha pure retto al confronto con la Giurisprudenza di merito, atteso che il Tribunale di Milano, investito di una delle rarissime questioni inerenti l’impugnazione del licenziamento ad opera di un lavoratore che pure aveva interamente partecipato ad una procedura ex art. 23 bis, con Sentenza n. 3848 del 26.7.2011, ha rigettato il ricorso del lavoratore, riconoscendo che l’attività espletata dall’agenzia per il lavoro ai sensi dell’art. 23 bis del CCNL appare idonea e sufficiente a dimostrare che “il mancato reinserimento del lavoratore non è dipeso da una mancanza di volontà del datore di lavoro di rinvenire nuove posizioni lavorative, ma da obiettive carenze di mercato, quanto meno in relazione ai clienti gestiti dall’agenzia in quel periodo”, confermando dunque la validità dell’irrogato licenziamento. Individuando una strada di uscita soft, estremamente tutelata, garantita e concordata, la procedura prevista dal CCNL delle agenzie per il lavoro rappresenta l’unico esempio virtuoso in Italia di proficua collaborazione delle parti sociali volta a limare le invalicabili barriere che da sempre opprimono il nostro mercato del lavoro, favorendo in tal modo la stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, cui difficilmente i lavoratori avrebbero avuto accesso in assenza di simili strumenti. Il tutto senza minimamente comprimere, anzi addirittura rafforzando, le tutele in favore dei lavoratori.

Pur rompendo la rigorosa rigidità della tutela reale, la procedura ex art. 23 bis (oggi art. 25) risulta, alla fine, addirittura più efficace e favorevole per il lavoratore della stessa tutela reale. Mentre, infatti, la tutela reale è sempre una tutela successiva alla concreta dipartita del dipendente dal mercato del lavoro e mira alla reintegra di un prestatore che comunque ne è uscito, la procedura prevista dalla bilateralità interviene in un momento antecedente all’uscita del lavoratore e mira proprio a farlo rimanere nel mercato del lavoro, evitandone l’espulsione, anche temporanea.

Possiamo serenamente affermare che la procedura sindacale è preventiva alla fuoriuscita del lavoratore mentre la tutela reale interviene sempre in un momento successivo e patologico ed è sempre il risultato di una vicenda conflittuale. Qui la straordinaria efficacia della procedura prevista dalla bilateralità, la quale si attiva al fine di evitare il momento patologico del conflitto, per prevenirlo invece che risolverlo. E nella grande maggioranza dei casi ci riesce, atteso che molti sono i lavoratori che concretamente vengono ricollocati e praticamente irrilevanti sono i casi di conflitto giudiziale. L’art. 25 del nuovo CCNL rende ancora più efficace tale tutela. La norma, infatti, risolvendo tutti i dubbi che pure erano emersi in fase di prima applicazione dell’art. 23 bis, definisce in maniera certa tempi e adempimenti cui l’agenzia per il lavoro è tenuta per giungere a un buon accordo sindacale e a un’efficace e proficua realizzazione della procedura. Inoltre, sempre nell’ottica di prevenzione dei conflitti, innalza il valore della retribuzione di disponibilità che viene corrisposta al lavoratore in corso di procedura.

Grazie al nuovo articolo 25 del CCNL di categoria, le Agenzie per il Lavoro restano l’unico soggetto in grado di portare in dote alle aziende clienti uno straordinario strumento di flessibilità di medio lungo periodo non ottenibile in altro modo dalle imprese italiane. Già, perché ricorrendo a tipologie contrattuali ancora poco comprese dal mercato italiano (ma molto affermate, invece, all’estero) quali la somministrazione di manodopera a tempo determinato di media-lunga durata eseguita dall’agenzia per il lavoro con lavoratori assunti a tempo indeterminato, ovvero la somministrazione di manodopera a tempo indeterminato, le aziende utilizzatrici di tutti i settori possono accedere a strumenti di flessibilità che dispongono di tutele e garanzie sconosciute a qualsiasi altro settore. In tal modo si può ridurre il conflitto, favorire le buone relazioni industriali e innalzare notevolmente la qualità delle condizioni lavorative, con ovvi benefici in termini di performance.

Le Agenzie per il Lavoro, insomma, oggi più che mai sono portatrici di una dote esclusiva e rappresentano sempre più un’opportunità per le aziende. Tanto è possibile solo grazie all’elevato livello di relazioni industriali che il settore delle agenzie per il lavoro, pur nella sua giovane vita, ha saputo intelligentemente sviluppare e coltivare, grazie alla lungimiranza e alla capacità di dialogo di rappresentanze datoriali e sindacali che hanno saputo guardare con intelligenza alle sempre mutevoli esigenze di un mercato del lavoro in continuo sviluppo.

A cura di: Avv. Luca Peluso ( Legal Team generazione vincente Spa )

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Avvocato Giuslavorista socio AGI (Avvocati Giuslavoristi Italiani). Consegue la laurea con lode in Giurisprudenza nell’anno 2001. Specializzato nell’individuazione di soluzioni idonee a garantire la giusta flessibilità in azienda, collabora con prestigiosi studi professionali fornendo prevalentemente attività di consulenza.

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