Export: Italia batte Germania grazie alla maggiore qualità e aziende più grandi

Export: Italia batte Germania grazie alla maggiore qualità e aziende più grandi

L’ Export Italiano batte quello della Germania contando sull’alta qualità dei prodotti e su aziende più grandi e stabili. Questo è quanto emerge dagli ultimi dati statistici sulle esportazioni dei paesi dell’eurozona. Ma non solo, l’Italia riesce anche ad essere competitiva sul mercato contro un gigante come la Cina puntando sul Made in Italy,quindi, non tanto sulla quantità ma sulla grandissima qualità dei prodotti esportati.

L’Italia, come si diceva, tiene il passo della Germania campione delle esportazioni e, in alcuni settori d’eccellenza, quali soprattutto farmaceutica, alimentari, pelletteria e meccanica, riesce addirittura nel sorpasso.  Nel periodo tra il 1999 ed i1 2010, nelle fasi di sviluppo come in quelle di recessione, la Germania ha sempre fatto meglio dell’andamento complessivo dell’ import-export globale, l’Italia sempre peggio. Dopo il 2010 l’ export tedesco ha continuato a crescere, il 4,4% contro il 3% della domanda ipotizzabile sui mercati di sbocco, ma anche l’Italia con il suo 3,4% ha fatto meglio della media globale, limando il distacco rispetto a Berlino.

Una riscossa che ha diverse spiegazioni: cambiamenti strutturali all’interno del sistema produttivo, la scelta di puntare sempre meno su prodotti low-cost, in cui i mercati emergenti sono pressoché imbattibili. La qualità delle nostre esportazioni è cresciuta dello 0,6% tra il 2010 ed i1 2015, superando la Germania ( +0,3%) e staccando la Francia (-1,4%). Con punte nelle industrie tessili e alimentari da sempre fiori all’occhiello della produzione nostrana.

Altro fattore sostanziale è stato il maggior numero di grandi aziende che si sono fatte spazio nel nostro mercato. Nel 2007, prima della crisi, quasi il 16% delle esportazioni era realizzato da imprese sotto i venti dipendenti. Oggi la loro incidenza è scesa al 12,4%, mentre le aziende tra 50 e 250 addetti salivano dal 28% al 30,1%, e quelle sopra i 250 da1 44,3% al 45,9%.

A conti fatti la qualità e la grandezza delle aziende hanno fatto fare un salto di qualità all’export italiano, portando le nostre eccellenze alla ribalta sulla scena del mercato globale.

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