Divario Nord e Sud: un cittadino su due a rischio povertà

Divario Nord e Sud: un cittadino su due a rischio povertà
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Il divario tra Nord e Sud continua ad essere sempre più evidente. In questi ultimi anni in cui la crisi si è fatta sentire maggiormente la forbice si è aperta sempre di più. Questa è l’analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha messo in relazione 4 indicatori:

  • PIL procapite
  • Tasso di occupazione
  • Tasso di disoccupazione
  • Rischio di povertà o di esclusione sociale

Per quanto concerne il PIL procapite , ad esempio, il gap è di 14.905 euro (nel Settentrione il valore medio è di 32.889 e nel Mezzogiorno di 17.984 euro) ed è quindi aumentato di circa 650 euro, considerando quello pre-crisi che ammontava a 14.255 euro.

 Al Sud le variazioni percentuali più negative si sono registrate in Sardegna (-2,3%) in Sicilia (-4,4%), in Campania (-5,6%) e in Molise (-11,2%). Buono, invece, il rendimento della Basilicata (+0,6%) e della Puglia (+0,9 per cento).

Anche per quanto riguarda il lavoro le cose non sono più rosee. Se nel 2007 il divario riguardante il tasso di occupazione era di 20,1 punti a vantaggio del Nord, nel 2016 la forbice si è allargata, registrando un differenziale di 22,5 punti percentuali (variazione +2,4 per cento). Nella graduatoria regionale spicca la distanza tra la prima e l’ultima in classifica. Se l’anno scorso la percentuale di occupati nella Provincia autonoma di Bolzano era pari al 72,7 per cento, in Calabria si attestava al 39,6 per cento (gap di oltre 33 punti).

Il tasso di disoccupazione rimane il fattore più rilevante per leggere il divario, se nel 2007 era di 7,5 punti percentuali, nel 2016 è arrivata a 12 (un differenziale pari a +4,5 %). Sebbene tutte le regioni d’Italia abbiano visto aumentare in questi ultimi 9 anni la percentuale dei senza lavoro, spiccano però i dati della Campania e della Sicilia (entrambe con un +9,2%) e, in particolar modo, della Calabria (+12%).

La povertà e l’esclusione sociale fa registrare numeri a dir poco allarmanti. Nel 2007 la percentuale della popolazione a rischio era del 42,7% nel 2015 (ultimo dato regionale disponibile) è salita al 46,4%, praticamente uno su due nel meridione è a forte rischio povertà. Al Nord, invece, la soglia di povertà è passata dal 16 al 17,4 %. Il gap, di conseguenza, tra le due ripartizioni geografiche è aumentato in questi 8 anni di 2,2 punti percentuali.

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