800 mila giovani lasciano il “Bel paese”

800 mila giovani lasciano il “Bel paese”
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Un esodo di proporzioni gigantesche si è verificato negli ultimi cinque anni nel nostro paese, circa 500 mila giovani lasciano l’Italia per lavorare in altri paesi d’Europa. Lo studio dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, chiamato ‘il lavoro dove c’è’, evidenzia un problema profondo del nostro paese, al numero già alto va poi aggiunto, come se non bastasse, un numero altrettanto grande di stranieri,circa 300 mila unità, che ritornano nei paesi d’origine o si stabiliscono in altri perché non trovano sbocchi occupazionali. La prima meta degli italiani rimane la Germania, con 20 mila cambi di residenza, al secondo posto la Gran Bretagna con 19 mila, in terza posizione troviamo la Francia con oltre 12 unità. Tra quelli più colpiti dalla crisi ci sono gli stranieri, in special modo quelli dell’Est Europa (Polonia,Romania,Ucraina e Moldavia), che fanno ritorno ai rispettivi paesi perché il trasferimento non è più economicamente “conveniente”.

Un fenomeno nel fenomeno sembra poi essere la migrazione di giovani dal Sud al Nord d’Italia, gli spostamenti censiti viaggiano sulle 273  mila unità al Nord e 100 mila verso il centro. Nel meridione il triste primato appartiene alla Campania con circa 160 mila in fuga. Il profilo di chi emigra verso Nord è quello dei lavoratori specializzati e dei laureati, che spostano la propria residenza in cerca di un salario corrisposto più alto di quello percepito precedentemente o in cerca di uno sbocco professionale. Questo spaccato rispecchia quanto già rilevato dallo stesso Osservatorio nel rapporto annuale sulle dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane. La differenza tra Nord e Sud, infatti, passa da un tasso di occupazione del 37% nella provincia di Reggio Calabria a un tasso di occupazione del 72% della provincia di Bolzano.

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