Smart working anche nella PA: il 10% sarà Smart

Smart working anche nella PA: il 10% sarà Smart
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La Pubblica amministrazione si avvia al grande passo nello Smart working. L’obiettivo primario, nei prossimi tre anni, è quello di avviare 10 dipendenti su 100 allo Smart working. Il Governo segue le direttive dell’articolo 14 della legge 8/2015 che regola la riorganizzazione della Pubblica amministrazione e promuove la conciliazione dei tempi di vita e lavoro nelle PA.

La Fondazione studi dei consulenti del lavoro traccia le linee guida per  l’organizzazione della PA: fissare obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro, sperimentare nuove forme spazio-temporali della prestazione lavorativa, appunto lo smart working

Il fine ultimo dell’evoluzione all’interno degli enti deve essere quello di migliorare le condizioni e la qualità del lavoro, migliorare il servizio al cittadino, un sempre più largo utilizzo degli strumenti digitali. Infatti se da una parte si dovrebbe avere un miglioramento della vita e del lavoro del dipendente, dall’altro si avrà sicuramente un miglior modo di servire il cittadino.

In Italia,comunque, non è una novità assoluta il lavoro cosiddetto agile, il primo ente a utilizzarlo autonomamente è stato l’INPS. Già dal 2007 diede il via all’utilizzo del lavoro smart con una doppia concezione, da una parte diede la possibilità al dipendente di avere sei mesi di lavoro all’esterno dell’area lavorativa per situazioni di necessità, come la cura di un parente, dall’altra quello della sperimentazione del lavoro “satellite” per portare i dipendenti dove era più necessaria una vicinanza fisica dell’istituto.

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