Doppia multa se c`è lavoro nero

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In caso di evasione di contributi e premi riferiti a lavoratori irregolari, la legge 183/10 prevede che l’importo delle sanzioni civili calcolate in base all’articolo 116, comma 8, lettera b) della legge 388/2000 sia aumentato del 50 per cento. Le sanzioni riferite a ciascun lavoratore “in nero” saranno quindi pari al 30% del premio evaso in ragione d’anno fino al tetto massimo del 60%: l’importo cosi calcolato dovrà essere poi maggiorato del 50 per cento. Resta fermo che al raggiungimento del tetto massimo saranno dovuti gli interessi di mora.

Le sanzioni civili troveranno applicazione esclusivamente nei casi m cui siano scaduti, al momento dell’accesso ispettivo, i termini per il pagamento dei premi (annuali) con riferimento al periodo di lavoro irregolare accertato. Nel caso m cui al momento dell’accesso non sia scaduto il termine per effettuare la dichiarazione delle retribuzioni con riferimento al periodo di lavoro irregolare accertato, sarà cura della sede Inaii verificare se l’azienda abbia poi provveduto a includere tali retribuzioni nell’autoliquidazione e al conse guente pagamento del premio assicurativo dovuto. In caso negativo, le sanzioni connesse all’omesso versamento del premio per lavoro irregolare vanno applicate.

Si ricorda che nel caso d’impiego d’irregolari, la sanzione civile si aggiunge alla maxisanzione amministrativa, sempre a carico del datore di lavoro (articolo 3, Dl 12/2002, convcrtito con modifiche dalla legge 73/02), composta da una quota fissa in base al numero di lavoratori irregolarmente occupati, più un moltiplicatore di maggiorazione che varia in base alle circostanze o alla gravita della condotta secondo le regole individuate da ultimo dalla legge 9/2014. In base alle nuove disposizioni contro la maxisanzione amministrativa non è ammessa diffida, quindi il datore di lavoro non godrà di riduzioni dell’importo sanzionatorio di alcun genere. Sarà, tuttavia, possibile il pagamento m misura ridotta (pari a un terzo del massimo o al doppio del minimo, nell’importo più favorevole) ai sensi dell’articolo 16 della legge 689/81. Contro le contestazioni del le violazioni alle quali si è fatto cenno è possibile ricorrere sia in sede amministrativa, sia in sede giudiziale. La prima azione di tutela è rinvenibile nell’articolo 18 della legge 689/1981, in relazione al quale il trasgressore, qualora ritenga infondata la contestazione, nel termine di 30 giorni potrà chiederne l’archiviazione producendo al direttore della Direzione territoriale del lavoro (Dtl) scritti e documenti che avvalorino la sua tesi. Con l’occasione potrà chiedere di essere sentito m merito ai fatti contestati. La Direzione territoriale a quel punto avrà due soluzioni: archiviare il tutto, ovvero emettere ordinanza di ingiunzione al pagamento della sanzione calcolata tra il minimo e il massimo secondo criteri oggettivi.

fonte:  Estratto da pagina 31 di SOLE 24 ORE del 27-08-2014 –

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