Disoccupati, via all’assegno di ricollocazione

Disoccupati, via all’assegno di ricollocazione
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Gentiloni annuncia ad Avellino le prime 30mila lettere, parte l’assegno di ricollocazione: ” Estenderemo le tutele sul lavoro “

Da Avellino il Governo lancia l’assegno di ricollocazione. «Partono 30mila lettere, si arriverà a 300 mila», dice il premier Gentiloni. Tra queste un migliaio sono destinate ai licenziati di Almaviva. Un’ idea partorita in Campania all’assessorato al Lavoro e perfezionata dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.
Il presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte ricorda l’intuizione dell’assessore Palmeri e mostra la prima delle trentamila lettere che partiranno. Sono indirizzate ai disoccupati che hanno perso gli ammortizzatori sociali e mirano ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Un sogno? «Ci possiamo arrivare», dice il premier Gentiloni arrivato ad Avellino anche per confermare un finanziamento da 18 milioni per la rigenerazione urbana: tre aree abitative di edilizia popolare che saranno ricostruite perché ormai risalenti al dopo terremoto.

Lavoro e periferie: « un progetto importante che incrocia il nostro auspicio nei confronti delle città che su questi problemi si muovono su due fronti: da una parte, le poche risorse a disposizione, dall’altra le giuste e continue sollecitazioni dei cittadini e della comunità», dice Gentiloni che ha incontrato il sindaco Foti e il presidente della Provincia Gambacorta. Quindi l’impegno per il lavoro, contro ogni stereotipo: «Al Sud si può investire e l’impresa sarà ampiamente ripagata delle difficoltà che potrà trovare dalla convenienza del sistema che stiamo costruendo», dice il premier.
L’Agenzia parte da Avellino, un luogo dove la disoccupazione è al 17%, secondo il centro per l’impiego (al 19 al Sud e in Campania, all’ 11 in Italia). Da qui le prime 30mila lettere con assegni di ricollocazione, più o meno il 10% di quelle che poi verranno inviate. I destinatari dell’assegno di ricollocazione sono stati individuati tra i lavoratori che percepiscono da almeno 4 mesi il Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego).

A loro un bonus fino a 5000 euro per poter usufruire di assistenza intensiva alla ricollocazione in un centro per l’impiego oppure in un’agenzia per il lavoro accreditata. «Sono destinate disoccupati con indennità, sono un incentivo alla ricollocazione: l’assegno servirà poi alle imprese che vorranno assumere. Un incentivo per il futuro», dice Gentiloni. È una delle decisioni prese dal Governo Renzi nell’ambito del Jobs Act. «Rappresenta un pilastro per le politiche del lavoro. Abbiamo scelto Avellino perché siamo in una città del Mezzogiorno che ha tantissime risorse ma che vive in modo acuto il problema della disoccupazione giovanile», aggiunge il premier.

In Campania sono 860 i lavoratori di Almaviva jobs act che hanno aderito al progetto per l’assegno di ricollocazione. Entro la settimana prossima saranno 1000, sui 1666 lavoratori licenziati dalla multinazionale dei call center, ad aderire allo strumento gestito da Anpal: sarà dunque l’83,5% dei lavoratori. Non è una cavalcata trionfale, Gentiloni lo riconosce: «L’assenza di politiche consolidate, mature, omogenee sul territorio nazionale sappiamo bene che è stato in questi decenni un punto debole della nostra politica per il lavoro.
Il Paese pur avendo nel proprio codice genetico la consapevolezza dell’importanza del lavoro non ha modernizzato a sufficienza questo tipo di strumenti. Troppo spesso, chi cerca o chi rimane senza lavoro si trova un po’ abbandonato».

Riconosce che andava rafforzato il credito di imposta per chi investe al Sud. E propone l’idea di dare a ciascuna scuola un tutor «che si occupi del sistema duale di alternanza scuola-lavoro». Rilancia anche Garanzia giovani: «che dobbiamo raccontare e valorizzare e per la quale abbiamo concentrato le risorse per creare occupazione». Ricorda che «ci sono gli strumenti di decontribuzione che sono per tutto il 2017».
Poi a tre giorni dal quindicesimo anniversario della morte di Marco Biagi, l’economista ucciso dalle Brigate rosse che fu consigliere dell’allora ministro del Lavoro Bassolino, Gentiloni si richiama alla sua lezione: «Estendere gradualmente a tutti le tutele sul lavoro. In questa direzione deve muoversi l’attività dell’Anpal. Il messaggio di Biagi fu lungimirante sulle politiche attive del lavoro, che prevedono non solo la tutela dei posti ma l’assistenza e l’accompagnamento del lavoratore da parte dello Stato».

Del Conte, il manager dell’Anpal mette in fila strategie che i detrattori dicono difficilmente realizzabili per le carenze strutturali del sistema del collocamento. Lui spiega che la formazione interna, i call center, una nuova organizzazione consentiranno di vincere la sfida. Ed elencagli sgravi da 8000 mila euro a chi assume i giovani al sud e sopratutto i benefici di Garanzia giovani che ha riattivato 1,2 milioni di giovani definiti Neet (cioè che non lavoravano, né studiavano o facevano formazione); del Conte sostiene infine che ci sia un tasso superiore al 50% di conferma nel posto di lavoro dei tirocinanti. Insomma, non si è all’anno zero.

Fonte: Il Mattino

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