Vietati i controlli indiscriminati su e-mail e smartphone aziendali [Garante privacy]

image_pdfimage_print

Garante-privacyIl Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la Newsletter n. 424 del 17 febbraio 2017, con la quale, tra le altre cose, ha ribadito che l’accesso  in maniera indiscriminata alla posta elettronica o ai dati personali contenuti negli smartphone aziendali, da parte del datore di lavoro, è un comportamento illecito.

Il Garante della privacy, nel caso specifico, ha vietato ad una multinazionale l’ulteriore utilizzo dei dati personali trattati in violazione di legge [doc. web n. 5958296]. La società potrà solo conservarli per la tutela dei diritti in sede giudiziaria.

Nel disporre il divieto l’Autorità ha affermato che il datore di lavoro, pur avendo la facoltà di verificare l’esatto adempimento della prestazione professionale ed il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro da parte dei dipendenti, deve in ogni caso salvaguardarne la libertà e la dignità, attenendosi ai limiti previsti dalla normativa. La disciplina di settore in materia di controlli a distanza, inoltre, non consente di effettuare  attività idonee a realizzare, anche indirettamente, il controllo massivo, prolungato e indiscriminato dell’attività del lavoratore.

I lavoratori, poi, devono essere sempre informati in modo chiaro e dettagliato sulle modalità di utilizzo degli strumenti aziendali ed eventuali verifiche.

La vicenda nasce dal reclamo di un dipendente che si era rivolto al Garante lamentando un illegittimo  trattamento effettuato da una multinazionale, che avrebbe acquisito informazioni anche private contenute nella e-mail e nel telefono aziendale, sia durante il rapporto professionale sia dopo il suo licenziamento.

Dai riscontri effettuati dall’Autorità sono effettivamente emerse numerose irregolarità. La società, ad esempio, non aveva adeguatamente informato i lavoratori sulle modalità e finalità di utilizzo degli strumenti elettronici in dotazione, né su quelle relative al trattamento dei dati. Aveva poi configurato il sistema di posta elettronica in modo da conservare copia di tutta la corrispondenza per ben dieci anni, un tempo non proporzionato allo scopo della raccolta. Esisteva anche una procedura che consentiva alla società di accedere al contenuto dei messaggi che, in linea con la policy aziendale, potevano avere anche carattere privato. E’ inoltre emerso che la società continuava a mantenere attive le caselle e-mail fino a sei mesi dopo la cessazione del contratto, senza però dare agli ex dipendenti la possibilità di consultarle o, comunque, senza informare i mittenti che le lettere non sarebbero state visionate dai legittimi destinatari ma da altri soggetti.

Nel corso dell’istruttoria è stato accertato inoltre, che  il titolare poteva accedere da remoto – non solo per attività di manutenzione – alle informazioni contenute negli smartphone in dotazione ai dipendenti (anche privatissime e non attinenti allo svolgimento dell’attività lavorativa), di copiarle o cancellarle, di comunicarle a terzi violando i principi di liceità, necessità, pertinenza e non eccedenza del trattamento.

Il Garante ha disposto l’apertura di un autonomo procedimento per verificare l’applicazione di eventuali sanzioni amministrative.

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali

Sull' autore

Redazione web
Redazione web 1254 posts

Area IT : web content & social | #JoL Project - Generazione vincente S.p.A.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Ministero del Lavoro: retribuzioni medie giornaliere 2018 per talune categorie di lavoratori agricoli ai fini previdenziali

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato, con prot. 0000195 dell’11 maggio 2018, il Decreto Direttoriale 10 maggio 2018, con la determinazione delle retribuzioni medie giornaliere per talune categorie

Ministero del Lavoro: interpello 7/2018 – libere professioniste e indennità di maternità

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato l’interpello n. 7 del 12 dicembre 2018, con il quale risponde ad un quesito del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in merito all’interpretazione

ISTAT: occupati e disoccupati – marzo 2018

Pubblichiamo la nota mensile dell’Istat, del 3 maggio 2018, sull’andamento dell’occupazione in Italia a marzo 2018. A marzo 2018 la stima degli occupati continua a crescere (+0,3% rispetto a febbraio, pari a

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento