La Garanzia Giovani riparte, in arrivo altri 800 milioni di euro

La Garanzia Giovani riparte, in arrivo altri 800 milioni di euro
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Il programma europeo Garanzia Giovani prosegue. A gennaio si sono iscritti 24.553 under 30 che portano il totale a quasi un milione e 300mila persone registrate. Tante, senza dubbio. Ma il numero dei giovani che hanno compilato il modulo sul portale Garanziagiovani.gov.it se da un lato testimonia la voglia dei ragazzi di mettersi in gioco, impone la necessità di fare chiarezza.

La stragrande maggioranza di quanti si sono iscritti si aspettavano – e si aspettano tuttora – di essere accompagnati verso un lavoro.E qui sta il vero equivoco. La Youth Guarantee è stata concepita per avvicinare i giovani al mercato del lavoro e aumentare la loro occupabilità. Non per assicurare a tutti una nuova occupazione. La prima grande delusione è stata questa. Anche perché a usufruire di misure concrete di accompagnamento al lavoro sono stati 79.357 ragazzi, su 1,2 milioni abbondanti. Il 7% scarso. Men che trascurabili i contratti di apprendistato: 149, con una spesa di 24mila euro, contro i 60 milioni preventivati.
Se poi si va in profondità, scomponendo i dati nazionali a livello delle singole regioni, emerge un quadro che merita di essere valutato. Da sola la Lombardia ha offerto il 70% delle opportunità ai 79.357 ragazzi che hanno potuto usufruire della misura più importante di Garanzia Giovani: l’accompagnamento al lavoro. E questo nonostante altre Regioni abbiano dichiarato numeri di persone «prese in carico» molto alti. La Sicilia in primis, con 128.384 under 30 profilati ma solo 137 accompagnati verso un’occupazione.
Visto che la Youth Guarantee sta ripartendo, con un bonus contributivo fino a 8.060 euro nel caso di assunzioni a tempo indeterminato, vale la pena di concentrarsi proprio sulle misure volte a inserire i giovani in azienda, rinunciando a fare i numeri con gli stage.
I quattrini in arrivo, raffrontati con quelli spesi nella fase uno – un miliardo e 200 milioni – consiglierebbero di abbandonare la tentazione di trasformare il programma in un tirocinificio e concentrarsi sulle opportunità di impiego. Ma se ci sono meno soldi da spendere, la nuova fase che sta per cominciare parte dal meccanismo oramai rodato, che ha visto le Regioni impegnate direttamente, pur con risultati assai difformi. E le amministrazioni che sono rimaste indietro possono provare a copiare il modello lombardo. Senza dubbio il più efficace di tutti, grazie al sistema della Dote lavoro e alla rete degli operatori pubblici e privati accreditati.
Resta una grande incognita di fondo. La governance – per Garanzia Giovani e non solo – è assegnata all’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

Fonte: Libero Quotidiano

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