Politiche attive lavoro: proroga di tre mesi per i finanziamenti

Politiche attive lavoro: proroga di tre mesi per i finanziamenti
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Per favorire l’occupabilità le autonomie possono destinare fino al 50% dei fondi della cassa in deroga per finanziare azioni di politiche attive lavoro.

Con la circolare 2/2017 del 31 gennaio, il ministero del Lavoro ha prorogato al 31 marzo il termine entro cui le Regioni potranno finanziare azioni di politica attiva del lavoro nel limite del 50% delle risorse degli ammortizzatori sociali in deroga, comprese le eventuali economie scaturite dai mancati utilizzi delle risorse degli anni precedenti.

Era stato il decreto legislativo 185/2016 (correttivo del Jobs act) a prevedere la possibilità di innalzare dal 15% al 50% la percentuale delle risorse che le Regioni possono destinare agli ammortizzatori sociali, derogando ai più restrittivi paletti fissati dal decreto ministeriale 83473 del 10 agosto 2014, con cui ne è stato circoscritto l’ambito di applicazione ed è stata fissata la cancellazione della mobilità in deroga a decorrere dal 10 gennaio 2017.
In questo modo, le Regioni avranno ulteriori tre mesi di tempo per definire le misure di politica attiva del lavoro da realizzare sul territorio, rispetto al termine del 31 dicembre fissato dalla precedente circolare dello stesso ministero (circolare 34/2016).

La proroga si è resa necessaria perché il 22 dicembre 2016 è stato emanato un ulteriore decreto del ministro del Lavoro, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, con il quale sono state assegnate alle Regioni e Province autonome ulteriori 65 milioni di euro per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga nelle aree di crisi complessa.

La circolare precisa che questa proroga vale solo per le azioni di politica attiva e non anche per la concessione dei trattamenti di cassa integrazione e mobilità in deroga. Per questi trattamenti restano, invece, fermi i termini indicati nella richiamata circolare 34/2016 con cui era stato chiarito che le risorse a disposizione delle Regioni potevano essere utilizzate per finanziare provvedimenti autorizzativi con inizio entro la fine dei 2016, anche con decorrenza successiva purché nei limiti delle risorse disponibili.

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