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Un mercato spaccato in due nella radiografia dei consulenti del lavoro

Un mercato spaccato in due nella radiografia dei consulenti del lavoro

Gli immigrati lavorano più degli italiani. Nelle grandi città, il tasso d’occupazione degli stranieri (66,6%) è mediamente superiore di 9 punti percentuali rispetto a quello dei connazionali. È la principale sorpresa che emerge dall’ultimo Report della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro sullo stato di salute dell’occupazione nel nostro Paese. Un rapporto secondo il quale, in termini generali, tocca a Vibo Valentia il triste primato della provincia italiana con il tasso di occupazione più basso (appena il 35,8% nella fascia tra i 15 e i 64 anni), mentre Bolzano si conferma quella con il tasso più alto (71,4%). Ma, a livello di singoli comuni, è Bologna la città con la quota più elevata di occupati, mentre è Milano a guidare la classifica del capoluogo dove il mercato del lavoro funziona meglio. Prato è, invece, la provincia con la percentuale più alta di residenti immigrati (20%), mentre Crotone registra il più alto tasso di disoccupazione in generale (32,2%, quasi il triplo della media italiana) e Cosenza il più alto per la disoccupazione giovanile femminile (84,4%).

La fotografia sull’Italia del lavoro (e del non lavoro) conferma la drastica spaccatura della Penisola tra aree forti (Centro-Nord) e territori in crisi strutturale (Sud e isole). Una divisione che si ripropone anche nell’utilizzo dei voucher. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, i buoni-lavoro rappresentano solo lo 0,3% del monte ore complessivo del 2015, ma mentre l’incidenza sale allo 0,47% nel Nordest, si allinea al dato medio nazionale nel Nordovest, scende allo 0,25% nel Centro per attestarsi allo 0,21% nel Mezzogiorno.

Ma torniamo al Rapporto dei Consulenti. Riprendendo dalle città, se la medaglia d’oro dell’occupazione spetta a Bologna (con il 70,9%), Napoli ha la maglia nera con solo il 36,2% delle persone tra i 15 e i 64 anni che hanno un impiego. Nella top ten gli altri principali capoluoghi di regione del Centro-Nord: a cominciare da Milano e Firenze.

Di rilievo i dati di un particolare indicatore elaborato dalla Fondazione Studi: si tratta dell’indice sintetico di efficienza del mercato del lavoro (affiancando al tasso di occupazione anche il tasso di no Neet, il rapporto tra i tassi di occupazione di uomini e donne, la quota di occupati con alte qualificazioni e la quota dei contratti standard. Ebbene, secondo questo parametro al vertice della classifica è la provincia di Milano, seguita da Bologna, Trieste e Monza-Brianza (Bolzano è quinta. Seguono Lodi, Pisa, Parma, Firenze e Lecco. In fondo alla classifica c’è Agrigento, preceduta da Barletta-Andria-Trani e Crotone.

Quanto all’occupazione degli immigrati, il tasso d’occupazione degli stranieri (66,6%) è mediamente (nei 13 grandi comuni considerati) superiore di 9 punti percentuali rispetto a quello degli italiani (57,4%). Il divario è particolarmente rilevante a Napoli con un tasso di occupazione degli stranieri (58,3%) di quasi 24 punti superiore a quello degli italiani nel comune (34,8%), a Bari (72,1% contro 46,7% degli italiani), a Palermo (64,6% contro il 39,9% degli italiani) e a Catania (68,1% contro 39,4%).

Per leggere l’intero Report della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro si può andare al link: http://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2017/Dinamiche-mercato-lavoro_ITALIA.pdf

Sull' autore

Claudia Marin
Claudia Marin 11 posts

Giornalista professionista del Quotidiano nazionale (Resto delCarlino - Giorno - Nazione), segue i temi del lavoro, della previdenza e del sociale. Già Capo Ufficio Stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Dirigente delle relazioni esterne dell'Inps.

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